Nell’Ue il web è ormai divenuto uno strumento per consultare banche dati, archiviare mail e documenti, fare business e snellire le pratiche della pubblica amministrazione. Fa eccezione l’Italia che per l’uso avanzato del web è maglia nera. Sui 27 Paesi dell’Unione, l’Italia è solo 23/ma, con il 37% della popolazione che quotidianamente usa il web.
Prime in classifica la Svezia e l’Olanda (83%), seguite dalla Danimarca (80%). Precedono l’Italia anche paesi come Slovacchia ed Estonia, entrambe con il 62% della popolazione che usa regolarmente internet, o la Lituania, dove il web è uno strumento quotidiano per la metà dei cittadini.
Per quanto riguarda l’utilizzo dei servizi di eGovernance (quelli offerti dalle istituzioni per snellire la burocrazia), l’Italia arranca: è 22/ma nella classifica Ue, con solo il 5% di popolazione che richiede e riempie moduli on line. Ma qui forse a determinare il cattivo risultato è la scarsezza dell’offerta della PA.
Anche in questo caso l’Olanda ha fatto registrare il miglior risultato, con il 32% di cittadini che scaricano documenti dal web, seguita da Danimarca (27%) e Svezia (26%).
Solo il 15% degli italiani scarica musica, film e vede video sul web. Ai primi posti l’Olanda (46%), il Lussemburgo (42%) e la Francia (38%).
Solo le imprese italiane sono all’avanguardia: il 49% di esse ha spostato il proprio business on line, semplificando la burocrazia. E l’Italia è ottava nella classifica dei Paesi con le aziende tecnologicamente più avanzate. Al primo posto, ancora una volta, l’Olanda (72%) seguita dall’Irlanda (62%) e dall’Austria (59%).









