L’indicatore sintetico delle condizioni di salute nelle regioni italiane, elaborato dal Censis, tenendo conto del dato sulla speranza di vita, la mortalità, gli stili di vita, la percentuale di prevenzione e di popolazione senza malattie croniche, costituisce proprio una “tegola” per la gente dell’Umbria.
La regione è infatti solo 15ma nella graduatoria nazionale e solo Calabria, Liguria, Basilicata, Sicilia e Sardegna stanno peggio.
Il dato che l’indicatore assegna all’Umbria è 46,2, ben lontano da quello del Trentino-Alto Adige che primeggia con 74,9.
Se la cosa può consolare la classifica del Censis delle regioni sulla base della qualità dell’assistenza offerta in base ad un indicatore costruito tenendo conto, fra l’altro, della valutazione dell’utenza (% di persone che hanno valutato il Servizio sanitario del proprio territorio con un voto da 7 a 10), l’offerta ospedaliera, la mobilità ospedaliera e l’assistenza territoriale, tratta l’Umbria un po’ meglio. Qui l’Umbria risale al nono posto e sopravanza una regione del Nord come il Piemonte oltre che: Molise, Marche, Abruzzo, Lazio, Sardegna, Basilicata, Puglia, Sicilia, Campania e Calabria
La regione è infatti solo 15ma nella graduatoria nazionale e solo Calabria, Liguria, Basilicata, Sicilia e Sardegna stanno peggio.
Il dato che l’indicatore assegna all’Umbria è 46,2, ben lontano da quello del Trentino-Alto Adige che primeggia con 74,9.
Se la cosa può consolare la classifica del Censis delle regioni sulla base della qualità dell’assistenza offerta in base ad un indicatore costruito tenendo conto, fra l’altro, della valutazione dell’utenza (% di persone che hanno valutato il Servizio sanitario del proprio territorio con un voto da 7 a 10), l’offerta ospedaliera, la mobilità ospedaliera e l’assistenza territoriale, tratta l’Umbria un po’ meglio. Qui l’Umbria risale al nono posto e sopravanza una regione del Nord come il Piemonte oltre che: Molise, Marche, Abruzzo, Lazio, Sardegna, Basilicata, Puglia, Sicilia, Campania e Calabria









