Qualche giorno fa si è tenuta a Spoleto davanti al Giudice del Lavoro un’altra udienza relativa al contenzioso instaurato dalla signora Bernardini nei confronti del Comune di Todi.
La dipendente si duole del fatto che il trasferimento dalla biblioteca all’Ufficio Urbanistica sia privo di plausibile giustificazione, tanto da far ritenere che, in realtà, si tratti di un provvedimento ritorsivo e discriminatorio.
La vicenda ha suscitato clamore con un’eco sulla stampa nazionale ed è giunta perfino in Parlamento e numerose sono state le iniziative a sostegno di Fabiola.
La vicenda, rimessa al Tribunale di Spoleto, ci offre, comunque, l’occasione per commentare alcuni aspetti che, in modo significativo, dimostrano come, in questa circostanza, l’ amministrazione di centrodestra non si è attenuta ai principi dell’imparzialità e del buon andamento di cui si vantano di essere strenui difensori.
Ecco i fatti.
Ricevuto il ricorso della Bernardini, la Giunta Comunale ha deciso di resistere in giudizio e per individuare il professionista a cui affidare il patrocinio, come di consueto e su indicazione del sindaco, sono stati invitati a presentare il preventivo del compenso professionale tre avvocati, al fine di scegliere quello più vantaggioso.
L’invito è stato, infatti, rivolto a tre professionisti, due tuderti e un noto avvocato perugino.
La procedura comparativa dava, però, un esito singolare ed anomalo perchè perveniva il solo preventivo del professionista perugino mentre le due giovani avvocatesse tuderti decidevano, sic et simpliciter, di non partecipare.
Pertanto, la rappresentanza e la difesa dell’Ente veniva assegnata all’unico offerente.
Prima anomalia: in un periodo di grande crisi per l’avvocatura, che colpisce soprattutto la generazione a cui le due avvocatesse appartengono, la rinuncia ad un incarico importante, visto anche il clamore che la vicenda ha suscitato ed un compenso di sicuro incasso, è senza dubbio un controsenso.
Un rifiuto così netto ed immotivato, tra l’altro, comporta anche il rischio di essere depennati dalla lista dei pochi “professionisti di fiducia” che il Comune di Todi invita a “gareggiare” per l’assegnazione degli incarichi.
Seconda anomalia: il professionista nominato dall’Ente ha ottenuto l’incarico presentando un’offerta il cui corrispettivo è di €. 11.672,96 comprensivo di accessori!
Trattasi di un importo esorbitante, vista la natura dell’incarico, il valore della controversia ed il grado di giudizio e che, comunque, giammai troverebbe riscontro nei criteri di liquidazione che vengono di norma adottati dal giudice del lavoro.
Terza anomalia: la circostanza che più desta sospetto, sta nel fatto che, per scegliere il professionista esterno il Comune di Todi, anziché procedere all’affidamento diretto, si avvale della procedura di comparazione tra più preventivi al fine di individuare quello più basso. Fin qui nulla quaestio.
In questo caso, appare, però, singolare che, nonostante dal punto di vista formale sia stata seguita la predetta procedura, la scelta del legale dell’ente è, invece, avvenuta alla stregua di un affidamento diretto che non consente di ottenere il prezzo più vantaggioso.
Senza approfondire ogni considerazione sugli interrogativi ed i “sospetti” che inevitabilmente derivano “dal campo rimasto sgombro” da altri concorrenti senza alcuna plausibile motivazione, l’ aver scelto professionisti risultati privi “di interesse” tanto da disertare la gara, ha indubbiamente favorito l’ unico offerente rimasto il cui preventivo non può certo considerarsi vantaggioso per l’ ente.
Posso affermare, per aver partecipato a più “gare” durante la precedente amministrazione, che l’incarico di patrocinio se lo aggiudicava sempre il professionista che presentava il preventivo più vantaggioso essendo, redatto spesso, anche al di sotto della soglia dei minimi tabellari.
E’ singolare che, mentre nella passata amministrazione non c’erano avvocati, l’attuale maggioranza di centrodestra ne annovera ben 4, tutti in grado di valutare la congruità dei compensi professionali!
In buona sostanza se la finalità era quella di far risparmiare l’ente è evidente che si è ottenuto esattamente il contrario.
E per fortuna che ci fanno gli avvocati ….
- Augusto Battisti - Avvocato
- 2 Marzo 2020










