Non solo gli aerei della freccie tricolori volteggeranno sul cielo di Tripoli, a quote molto più basse ma forse con non più basse polemiche, anche i vessilli degli sbandieratori di Gubbio e di Sansepolcro saranno in Libia per la manifestazione nazionale.
II due gruppi sono stati infatti invitati a rappresentare la tradizione ed il folklore italiano alle celebrazioni organizzate per i 40 anni dell’ascesa al potere di Gheddafi.
Il binomio Gubbio-Sansepolcro è stato riproposto anche sulla scia dei significativi risultati ottenuti nel 2007 durante la serie delle esibizioni svoltesi sulla Piazza Rossa di Mosca.
La partenza del gruppo, di 21 persone, per la Libia – Paese che gli Sbandieratori di Gubbio visitano per la prima volta – è in programma sabato. Il ritorno, il 5 settembre.
Ma contro l’iniziativa tuona l’Udc.
«Inaccettabile e vergognosa – secondo Maurizio Ronconi (Udc) – la partecipazione degli sbandieratori di Gubbio ai festeggiamenti in Libia per il quarantennale della dittatura di Gheddafi».
«C’è da chiedersi – afferma Ronconi in una nota – cosa c’entrino il folklore umbro, Sant’Ubaldo, i Ceri di Gubbio, le tradizioni cristiane e francescane di Gubbio con un dittatore come Gheddafi, con un Paese ‘canaglia’ che continua ad imbarcare clandestini verso l’Italia, che accoglie trionfalmente un terrorista».
«Ancor più – prosegue la nota – scandalizzano i toni trionfalistici del comune di Gubbio, retto da un monocolore di Rifondazione comunista e che dimostrano quanto questa sinistra sia cinica ed anche con le idee confuse». «C’è da attendersi una presa di posizione chiara ed inequivocabile da parte della Regione dell’Umbria – conclude Ronconi – che condanni la decisione e dissuada con tutti gli strumenti a disposizione una presenza che umilia tutti gli umbri».
- Redazione
- 27 Agosto 2009









