29 denunciati, 10 della provincia di Perugia, in un'operazione della guardia di Finanza che ha interessato mezza Italia
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Capi di abbigliamento e di articoli di telefonia illegali  circolavano per decine di esercizi commerciali ed una moltitudine  di privati cittadini delle province di Perugia, Terni, Rieti, Siena e Lecce.
Nella provincia di Perugia si trovano sei negozi coinvolti su cui incombe ora – spiega la gdf – il rischio di una forte sanzione, fino a un milione di euro, e la confisca amministrativa dell’esercizio commerciale
Da qualche mese le fiamme gialle del capoluogo umbro erano sulle tracce di un campano di 46 anni residente in provincia di Siena ma operante nel perugino sospettato di essere dedito alla vendita di capi di abbigliamento con marchi contraffatti di note griffe nazionali ed estere.
Seguendo i suoi spostamenti la gdf  ha individuato la presunta organizzazione criminale composta da altre 28 persone risultate quasi tutte con precedenti specifici e che, a vario titolo e con compiti diversi si occupavano dell’approvvigionamento e della successiva commercializzazione dei prodotti illegali. Dieci degli indagati sono residenti nella provincia di Perugia.
Sequestrati 9.197 articoli illecitamente riprodotti
, tra capi di abbigliamento, calzature, borse, orologi e telefoni cellulari di ultima generazione, per un valore di oltre 250 mila euro. Materiale che – secondo gli investigatori – era in procinto di essere immessi sul mercato.
Il blitz ha interessato Umbria, Toscana, Lazio, Puglia, Lombardia e Veneto, impegnando oltre cento finanzieri.
Secondo la gdf per evitare di incappare nel possibili controlli l’organizzazione si premurava di far visionare preventivamente a quelli che vengono definiti i «consapevoli clienti» dei veri e propri campionari, con tanto di foto degli articoli. Dopo che erano state perfezionate le ordinazioni i prodotti venivano recapitati, in tutta sicurezza, tramite ignari corrieri, direttamente al domicilio dei richiedenti.
 

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