Partiranno il 15 settembre da Marsciano (davanti alla Emu) le cinque giornate di manifestazioni sindacale nei luoghi simbolo della produzione umbra e della crisi che attanaglia il lavoro.
La manifestazione che è stata indetta dalla Cgil di Perugia, ma che è aperta alla partecipazione delle altre forze sindacali e politiche, si sposterà il 16 a Nocera Umbra di fronte allo stabilimento Merloni. Il 17 sarà la volta di Castiglione del Lago (davanti alla Euroservice), mentre il 21 settembre il sindacato si sposterà nell’Alta Umbria, ad Umbertide (davanti alla Terex).
Il 22 settembre, infine, si terrà la manifestazione conclusiva di questa intensa settimana di mobilitazione davanti la Prefettura di Perugia.
Lo scenario della crisi è dipinto a tinte fosche: da gennaio a maggio 2009 i lavoratori in mobilità sono cresciuti del 86%, si è registrato un forte aumento delle domande di disoccupazione, 10.000 cassa integrati. La cassa integrazione non in deroga è cresciuta del 460%, mentre si contano ben 550 accordi per la cassa integrazione in deroga.
E questi sarebbero solo in numeri della crisi nel territorio della provincia di Perugia.
Il segretario provinciale della Cgil ha parlato anche un nuovo preoccupante fenomeno, quello dei licenziamenti nelle piccolissime imprese, quelle con meno di 10 addetti, che costellano il tessuto produttivo umbro e di cui nessuno parla e nessuno si preoccupa.
“E’ necessario attuare un sistema di aiuto che permetta a queste aziende di conoscere e ricorrere agli ammortizzatori sociali”.
A tal fine, la Cgil chiede che i tavoli territoriali previsti dal Patto per l’Umbria, “che esistono ma al momento funzionano molto poco”, tornino a svolgere un ruolo centrale, anche con la partecipazione attiva delle associazioni datoriali artigiane e dei commercianti, che potrebbero essere un elemento di orientamento e informazione verso quei piccoli imprenditori che decidono in maniera drastica il ricorso al licenziamento quando si potrebbero percorre altre strade.
l sindacato auspica un ruolo attivo anche da parte di Confindustria, perché anche per le aziende e le loro produzioni è fondamentale mantenere intatti i rapporti di lavoro.
La manifestazione che è stata indetta dalla Cgil di Perugia, ma che è aperta alla partecipazione delle altre forze sindacali e politiche, si sposterà il 16 a Nocera Umbra di fronte allo stabilimento Merloni. Il 17 sarà la volta di Castiglione del Lago (davanti alla Euroservice), mentre il 21 settembre il sindacato si sposterà nell’Alta Umbria, ad Umbertide (davanti alla Terex).
Il 22 settembre, infine, si terrà la manifestazione conclusiva di questa intensa settimana di mobilitazione davanti la Prefettura di Perugia.
Lo scenario della crisi è dipinto a tinte fosche: da gennaio a maggio 2009 i lavoratori in mobilità sono cresciuti del 86%, si è registrato un forte aumento delle domande di disoccupazione, 10.000 cassa integrati. La cassa integrazione non in deroga è cresciuta del 460%, mentre si contano ben 550 accordi per la cassa integrazione in deroga.
E questi sarebbero solo in numeri della crisi nel territorio della provincia di Perugia.
Il segretario provinciale della Cgil ha parlato anche un nuovo preoccupante fenomeno, quello dei licenziamenti nelle piccolissime imprese, quelle con meno di 10 addetti, che costellano il tessuto produttivo umbro e di cui nessuno parla e nessuno si preoccupa.
“E’ necessario attuare un sistema di aiuto che permetta a queste aziende di conoscere e ricorrere agli ammortizzatori sociali”.
A tal fine, la Cgil chiede che i tavoli territoriali previsti dal Patto per l’Umbria, “che esistono ma al momento funzionano molto poco”, tornino a svolgere un ruolo centrale, anche con la partecipazione attiva delle associazioni datoriali artigiane e dei commercianti, che potrebbero essere un elemento di orientamento e informazione verso quei piccoli imprenditori che decidono in maniera drastica il ricorso al licenziamento quando si potrebbero percorre altre strade.
l sindacato auspica un ruolo attivo anche da parte di Confindustria, perché anche per le aziende e le loro produzioni è fondamentale mantenere intatti i rapporti di lavoro.









