Egregio Signor Sindaco di Todi, avv. Antonino Ruggiano.

Chi le scrive è un cittadino che Lei ha gratificato con “..ci fossero più cittadini come lei la città sarebbe migliore..” a testimonianza che ho sempre cercato il dialogo, la partecipazione senza mai trascendere in estremismi, volgarità o strumentalizzazioni.

Ho ascolto con attenzione il Suo intervento odierno, 29 aprile 2020, dove ci illustra lo status delle cose. Perché Le scrivo? Perché sono stato chiamato in causa direttamente nel Suo intervento, ci arrivo per gradi. Ho avuto modo di apprezzare, approvare la Sua scelta che l’ha portata a scrivere al Prefetto di Perugia per la riapertura delle attività a Todi. Ritengo tale scelta primaria. La Sua forte posizione circa le difficoltà di molti cittadini non può che non trovare il mio sostegno. Veniamo al richiamo diretto. Lei definisce “inutili” le raccolte di firme, azione da me intrapresa. Non ritengo lo sia. Tale azione su un tema così importante è una forma legittima e democratica per manifestare uno sentimento visto che non è possibile fare, oggi, altro. Non ritengo corretto definire inutili azioni libere di cittadini, si possono non condividere, ma inutili, no. E, mi spiace per Lei, non è finita qui. Dall’inutilità ne è nato un Gruppo, che definirei, un gruppo di attenzione che al momento in cui scrivo ha raggiunto 1905 iscritti. Cittadini che hanno a cuore Todi come lo ha Lei e che provano a tutelare una struttura di primaria importanza per il territorio. Vede, il Governo ci sta dicendo che dovremo convivere con il virus non che dobbiamo “eliminare una struttura”. Alla stessa stregua del Suo operato verso le Istituzioni per esporre le ragioni, ripeto condivisibili, per una riapertura in tempi diversi da quelli indicati dal Governo, ritengo che anche noi cittadini si abbia il diritto di opporci a scelte dettate dall’alto. Noi stiamo mettendo tutto quello che abbiamo e questo ne è una parte. Avremmo voluto incontrarLa di persona ma ciò non è possibile in quanto non siamo un Comitato, non abbiamo rappresentanti o portavoce ma siamo dei semplici cittadini che si sono raccolti intorno al nostro Ospedale. Lo abbiamo dovuto fare virtualmente. Circa alcune possibili idee su come aiutare i cittadini in difficoltà e le attività commerciali mi permetto di esprimere un pensiero senza polemica (Le rammento quanto scritto in apertura). Perché non destinare le somme degli eventi alle famiglie in difficoltà, a Natale fare un semplice albero in Piazza ed invitare i cittadini a frequentare i locali tuderti che potrebbero offrire menù dedicati, acquistare regali (più modesti forse) ma esclusivamente a Todi reinvestendo una parte dei contributi in piccoli benefit locali. Piccolo è bello nella città più bella del mondo.

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