Finalmente qualcosa su Olmeto si è mosso: non sarà la risoluzione di tutti i problemi ma intanto una commissione sta nascendo, anche se zoppa, senza l’appoggio delle opposizioni: cosa ne pensa?
Le posizioni si sono differenziate dopo un percorso in cui abbiamo mostrato disponibilità ed apertura. Il documento delle minoranze è stato una forzatura perchè tra loro ci sono profonde differenze.
Quella di sinistra è vittima di una contraddizione che è emersa in modo lampante: l’ avversione a qualsiasi ipotesi di riapertura di un impianto consortile e al tempo stesso l”assenso ad un ordine del giorno che prevede una valutazione del progetto che presenteranno gli allevatori. In realtà non hanno avuto né il coraggio di dire un “sì, valutiamo senza pregiudiziali” né un “no, non ci interessa valutare perché siamo contrari in partenza”.
Il Centrodestra mi pare abbia un atteggiamento diverso. Aldilà di tutto il Consiglio ha approvato, praticamente all’ unanimità, un percorso di valutazione di un progetto di ammodernamento dell’impianto che gli allevatori hanno dichiarato di voler presentare.
Il documento della Maggioranza era migliore perché indicava con chiarezza alcuni elementi di governo del territorio e una cornice entro cui inserire le valutazioni di ordine tecnico.
Lo scontro sui due documenti di ieri si basava, soprattutto, sull’azzerare immediatamente i vertici della Sia, considerati dalle opposizioni una delle cause principali di questa situazione; perché non avete trovato un accordo su questo?
Perchè è evidente quanto sia strumentale quella posizione, utile forse sul piano della propaganda, ma estranea alla discussione in sé.
Nel merito poi penso che le responsabilità appartengano più alla politica, non solo locale, che non alla gestione.
Questo è un modo di affrontare il tema che non tiene conto di troppe cose per essere credibile. Per esempio del fatto che gli impianti di Marsciano e di Bettona, coetanei e gemelli, ma con gestioni diverse, abbiano avute le stesse problematiche tecniche; ciò dovrebbe indurre ad una analisi più oggettiva sui limiti tecnologici ed economici degli impianti.
Ridurre tutto ad un problema di responsabilità di una singola gestione mi pare miope. Comunque i vertici della SIA godono della mia piena fiducia.
Quale sarà secondo lei il destino del biodigestore? Si può azzardare una data per la sua riapertura?
No, perché non è certo neanche che riapra. Quindi intanto venga presentato un progetto. Il tavolo tecnico farà le sue valutazioni nel tempo più rapido possibile e poi vedremo.
Quello che posso dire è solo una conferma di punti ormai assodati: il Comune non ha nessuna preclusione alla riapertura di un impianto consortile nuovo ed efficiente, ma non può più trattare questo servizio alla stregua di un servizio pubblico e quindi non impegnerà risorse proprie né per il suo eventuale ammodernamento né per le future eventuali gestioni.
Se dagli allevatori e dal mondo agricolo verrà la conferma che questo impianto è utile alla sopravvivenza ed alla riqualificazione ambientale ed economica di questo comparto in noi troveranno interlocutori attenti e interessati a favorire la migliore soluzione.
C’è chi dice che l’intervento dell’Arpa, che ha anticipato la chiusura da voi programmata di una settimana, sia servito per evitare guai maggiori a qualche responsabile della struttura di Olmeto; le indagini partite da Bettona riguardano anche Marsciano, come confermato dal comandante del Noe in un’intervista: crede ci saranno ripercussioni sulla nostra città?
Il nostro programma prevedeva la chiusura dell’impianto il 13 agosto, alla scadenza dei contratti per l’energia elettrica.
Nei primi sette mesi del 2009 l’impianto ha collezionato, in fasi diverse, oltre 70 giorni di chiusura per iniziativa della SIA con il nostro accordo e quindi non sollecitate da alcuno. L’impianto è stato chiuso perchè avevamo esaurito le possibilità di fertirrigazione sulla base delle ultime normative entrate in vigore e questo non poteva certo consentire il continuare ad immagazzinare nuove acque.
L’intervento dell’Arpa, come è stato abbondantemente spiegato, si è inserito in questo contesto. Quanto alle inchieste io non commento quelle in corso e ancora meno quelle che non ci risultano aperte.
Siamo pronti, come lo siamo sempre stati, a collaborare con tutti. Però una cosa me la lasci dire: quello di mettere sullo stesso piano le vicende di Bettona e di Marsciano è stato un tentativo maldestro che si ritorcerà contro quelle forze politiche che, con eccessiva disinvoltura, lo hanno promosso.
Io sò quello che continua ad emergere dalle analisi, comprese le ultime di agosto: nessun inquinamento dalla fertirrigazione sulle falde acquifere né sui terreni. Spero che a queste notizie, dopo averle verificate, la stampa dedichi almeno la metà del clamore che ha riservato alle sparate di chi denunciava inesistenti e smentiti inquinamenti.
Mi accontenterei della metà, appunto, e di un pò di sensazionalismo e approssimazione in meno.











