C’era anche una delegazione di imprenditori aderenti a Giovani Impresa di Coldiretti Umbria, mercoledi a Roma, all’iniziativa in Piazza Montecitorio, per denunciare il problema dei bassi prezzi all’origine, pagati agli agricoltori per i prodotti agricoli in campagna.
Coldiretti ha presentato “ l’operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani” per rispondere al perché i prezzi sono crollati per gli agricoltori ma non sugli scaffali, in occasione della giornata di mobilitazione promossa dalle Associazioni dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori).
Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato che è stato quindi un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale – denuncia Coldiretti – i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Nello specifico – precisa Coldiretti – l’aumento è di oltre quattro volte per uva e latte, di oltre cinque per pasta e pesche e di più di sei per la lattuga.
Gli agricoltori della Coldiretti hanno lasciato quindi stalle e aziende, per portare i propri prodotti nella piazza con dimostrazioni clamorose che hanno riguardato gli elementi base della dieta alimentare, dalla frutta alla verdura, dal pane alla pasta fino al latte.
In particolare nel corso della mobilitazione è stato possibile assaggiare il vero latte italiano gratuitamente per ricordare che il prezzo alla stalla – ha sottolineato Coldiretti – ha raggiunto il minimo da oltre venti anni su valori che non coprono i costi di produzione e stanno mettendo a rischio stalle, mucche e lavoro che hanno garantito all’Italia fino ad ora il primato mondiale nella produzione di formaggi tipici.
Se le preoccupazioni sono diffuse in tutta Europa, l’Italia è però – ha precisato Coldiretti – l’unico paese produttore comunitario in cui il crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori si è verificato nonostante una sostanziale tenuta dei consumi e l’insufficiente produzione nazionale che arriva a coprire appena il 60 per cento del fabbisogno.
La realtà è che si moltiplicano le truffe ed i sequestri dei Nas mentre – ha sostenuto Coldiretti – nei supermercati e nelle industrie arrivano ogni giorno 3,5 miliardi di litri di latte sterile, semilavorati e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori. Tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri e la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta.
La presenza in Piazza Montecitorio è in continuità con il presidio ai valichi di frontiera, ai porti e nei punti vendita della grande distribuzione attuato dagli imprenditori di Coldiretti durante l’estate, per un’operazione di trasparenza che ha portato il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia al varo del decreto per rendere obbligatoria l’indicazione di origine del latte e derivati in etichetta ora al vaglio dell’Unione Europea.








