In un panorama italiano che ha visto, per Ferragosto, meno arrivi di turisti, ma soggiorni piu’ lunghi, il Centro Italia sul versante alberghiero ha fatto registrare un saldo di maggiori presenze superiore alla media nazionale.
Nell’Italia centrale si e’ registrata una variazione negativa degli arrivi totali del 2,5 per cento, derivante da un calo del 3,9 per cento della componente nazionale e dell’1,2 per cento di quella straniera.
Ma si sono registrate variazioni positive sia per la componente nazionale (piu’ 1,6 per cento) sia per quella straniera (piu’ 3,2 per cento), con una crescita delle presenze totali del 2,2 per cento.
Secondo quanto emerge dal rapporto Istat ”Movimento alberghiero” relativo al periodo di Ferragosto 2009, precisamente dal 10 al 17 agosto, il Ferragosto degli alberghi italiani e’ stato caratterizzato, rispetto all’anno precedente, da una diminuzione dello 0,9 per cento degli arrivi e un aumento dello 0,7 per cento delle giornate di presenza.
La clientela italiana, si legge ancora nel rapporto, ha registrato, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, un calo dello 0,4 per cento negli arrivi e una crescita dello 0,1 per cento nelle presenze; quella straniera ha presentato variazioni dello stesso segno, ma piu’ consistenti: una diminuzione dell’1,6 per cento degli arrivi e un aumento del 2,0 per cento delle giornate di presenza.
Rispetto all’analogo periodo del 2008, nel Nord-ovest la variazione degli arrivi e’ stata negativa per gli italiani (meno 1,2 per cento) e positiva per gli stranieri (piu’ 1,3 per cento), con un incremento complessivo dello 0,2 per cento.
Nel Nord-est la crescita degli arrivi della componente nazionale (piu’ 4,5 per cento) ha piu’ che compensato la diminuzione di quella estera (meno 4,3 per cento), con un aumento dell’1,4 per cento del totale degli arrivi.
Infine, nell’Italia meridionale e insulare, la flessione complessiva degli arrivi, pari al 4,8 per cento, e’ il risultato di un calo del 5,5 per la componente nazionale e del 2,3 per cento per quella estera.
Nell’Italia centrale si e’ registrata una variazione negativa degli arrivi totali del 2,5 per cento, derivante da un calo del 3,9 per cento della componente nazionale e dell’1,2 per cento di quella straniera.
Ma si sono registrate variazioni positive sia per la componente nazionale (piu’ 1,6 per cento) sia per quella straniera (piu’ 3,2 per cento), con una crescita delle presenze totali del 2,2 per cento.
Secondo quanto emerge dal rapporto Istat ”Movimento alberghiero” relativo al periodo di Ferragosto 2009, precisamente dal 10 al 17 agosto, il Ferragosto degli alberghi italiani e’ stato caratterizzato, rispetto all’anno precedente, da una diminuzione dello 0,9 per cento degli arrivi e un aumento dello 0,7 per cento delle giornate di presenza.
La clientela italiana, si legge ancora nel rapporto, ha registrato, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, un calo dello 0,4 per cento negli arrivi e una crescita dello 0,1 per cento nelle presenze; quella straniera ha presentato variazioni dello stesso segno, ma piu’ consistenti: una diminuzione dell’1,6 per cento degli arrivi e un aumento del 2,0 per cento delle giornate di presenza.
Rispetto all’analogo periodo del 2008, nel Nord-ovest la variazione degli arrivi e’ stata negativa per gli italiani (meno 1,2 per cento) e positiva per gli stranieri (piu’ 1,3 per cento), con un incremento complessivo dello 0,2 per cento.
Nel Nord-est la crescita degli arrivi della componente nazionale (piu’ 4,5 per cento) ha piu’ che compensato la diminuzione di quella estera (meno 4,3 per cento), con un aumento dell’1,4 per cento del totale degli arrivi.
Infine, nell’Italia meridionale e insulare, la flessione complessiva degli arrivi, pari al 4,8 per cento, e’ il risultato di un calo del 5,5 per la componente nazionale e del 2,3 per cento per quella estera.
Con riferimento alle presenze, dal rapporto Istat emerge che nell’Italia nord occidentale quelle degli italiani sono aumentate dell’1,0 per cento e quelle degli stranieri del 2,0 per cento, per una crescita complessiva dell’1,5 per cento.
Nel Nord-est la diminuzione delle presenze totali, pari allo 0,3 per cento, e’ la risultante di un calo per i turisti nazionali (meno 0,7 per cento) e di un aumento per quelli stranieri (piu’ 0,9 per cento).
Infine, nell’Italia meridionale e insulare il leggero aumento delle presenze nazionali (piu’ 0,4 per cento) e quello piu’ sostenuto di quelle estere (piu’ 3,7 per cento), hanno determinato un aumento delle presenze complessive dell’1,1 per cento.
Nel Nord-est la diminuzione delle presenze totali, pari allo 0,3 per cento, e’ la risultante di un calo per i turisti nazionali (meno 0,7 per cento) e di un aumento per quelli stranieri (piu’ 0,9 per cento).
Infine, nell’Italia meridionale e insulare il leggero aumento delle presenze nazionali (piu’ 0,4 per cento) e quello piu’ sostenuto di quelle estere (piu’ 3,7 per cento), hanno determinato un aumento delle presenze complessive dell’1,1 per cento.
Nel complesso, la durata media della permanenza negli esercizi rilevati e’ stata di 4,17 giornate, con un aumento, in termini assoluti, di 0,06 giornate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’incremento e’ stato piu’ ampio per la componente estera della clientela (piu’ 0,12 giornate) che per quella nazionale (piu’ 0,02 giornate) .
L’incremento e’ stato piu’ ampio per la componente estera della clientela (piu’ 0,12 giornate) che per quella nazionale (piu’ 0,02 giornate) .
Il 68 per cento della clientela ha preferito le localita’ turistiche di tipo prevalentemente stagionale (localita’ montane, marine, lacuali, termali, collinari); tale quota e’ aumentata di 0,9 punti percentuali rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.
Il restante 32 per cento delle presenze ha riguardato citta’ d’arte e capoluoghi non altrimenti classificati.
La distribuzione e’ risultata molto differente a livello territoriale: la quota delle presenze registrate nelle localita’ turistiche di tipo stagionale e’ stata massima nell’Italia nord orientale (80,3 per cento) e minima nell’Italia meridionale e insulare (51,4 per cento).
Il restante 32 per cento delle presenze ha riguardato citta’ d’arte e capoluoghi non altrimenti classificati.
La distribuzione e’ risultata molto differente a livello territoriale: la quota delle presenze registrate nelle localita’ turistiche di tipo stagionale e’ stata massima nell’Italia nord orientale (80,3 per cento) e minima nell’Italia meridionale e insulare (51,4 per cento).
Nel periodo considerato, il 64,8 per cento della clientela ha preferito gli alberghi di dimensione medio-grande (piu’ di 50 posti letto); tale quota e’ rimasta quasi invariata rispetto all’analogo periodo dello scorso anno (64,9 per cento). Il restante 35,2 per cento ha scelto di soggiornare in alberghi di piccola dimensione (meno di 50 posti letto).
In media, nel periodo di Ferragosto 2009, il 41,1 per cento degli albergatori ha indicato di non aver ricevuto rinunce di prenotazioni (a fronte del 37,3 per cento del corrispondente periodo del 2008) e il 39,4 per cento ha segnalato una quota di prenotazioni disdette inferiore al 10 per cento (un’incidenza inferiore di 6,7 punti percentuali rispetto al Ferragosto 2008). Solo l’1,3 per cento degli albergatori ha dichiarato che sono state annullate oltre un quarto delle prenotazioni (1,5 per cento un anno prima).
Infine, Il 10 per cento degli albergatori ha dichiarato di non avere avuto alcuna prenotazione (con un’incidenza superore di 1,3 punti percentuali rispetto al Ferragosto 2008).
Infine, Il 10 per cento degli albergatori ha dichiarato di non avere avuto alcuna prenotazione (con un’incidenza superore di 1,3 punti percentuali rispetto al Ferragosto 2008).










