I quantitativi venduti aumentano, mentre sono in calo soprattutto i prezzi di olio, pasta, latte, mozzarella, yogurt e gelati confezionati
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Sarà che con la crisi aumenta l’ansia degli italiani e di conseguenza si mangia di più.
Almeno questo dicono i dati: olio, pasta, latte, mozzarella, yogurt e gelati confezionati costano meno e gli italiani ne approfittano, sostenendo le vendite nei super e ipermercati.
Nel complesso, tali andamenti hanno determinato un sensibile rallentamento nella crescita del fatturato della grande distribuzione organizzata, che si attesta al +2,1% (il valore più basso da inizio anno).
Questi i dati di sintesi rilevati da vendite flash, il bollettino bimestrale di Unioncamere.
Più nel dettaglio, a luglio e agosto l’andamento del costo della spesa, già in rallentamento nei mesi precedenti, segna per la prima volta in quest’anno un valore negativo, con una flessione dei prezzi pari al -0,4% su base annua.
Al contempo, le quantità vendute crescono nel bimestre ad un tasso del 2,5%.

L’incremento dei volumi di vendita ha riguardato essenzialmente gli esercizi di nuovo insediamento (stabilmente sopra il 3% tendenziale), a fronte di una caduta, sia pur meno pronunciata, dei volumi intermediati dalla rete commerciale preesistente (-0.7%).
La flessione di circa mezzo punto percentuale è in buona misura legata al comparto dei beni alimentari (-0,8% rispetto agli stessi mesi dello scorso anno) grazie alla normalizzazione dei prezzi rispetto ai forti rincari evidenziati nel corso del 2008.
Le flessioni più ampie sono registrate dai prodotti del freddo, che risultano in calo del 3,2% tendenziale
. Per il reparto del fresco la caduta dei prezzi è del 2,5%.
All’interno dei reparti alimentari, le categorie di prodotti che hanno maggiormente contribuito alla flessione sono gelati in vaschetta, gelati multipack, per quanto riguarda il reparto del freddo.
Tra i prodotti freschi, le riduzioni di prezzo più rilevanti si hanno per yogurt funzionale, latte fresco e mozzarelle, ma si registrano flessioni ancor più consistenti per latte Uht, pasta di semola, olio extra-vergine di oliva.
Le indicazioni più recenti evidenziano che la tendenza si sta estendendo anche ad altri prodotti, come la drogheria alimentare, i cui prezzi flettono dello 0,6% su base annua.
Anche per le bevande si profila un percorso di rallentamento dei prezzi: contribuiscono alla decelerazione l’acqua non gassata, il vino Igt italiano e le bevande a base di frutta.
Tra i reparti non alimentari è evidente il rallentamento rispetto al III bimestre.
L’andamento del costo della spesa dei prodotti per la cura della casa passa dal 2,2% allo 0,5% annuo del periodo più recente, mentre risulta addirittura negativa la dinamica dei prezzi della cura della persona,
che si porta al -0,3% rispetto all’1,2% del bimestre precedente. 
Il miglior risultato si ha al Centro, dove il fatturato aumenta a ritmi più intensi, con un tasso di crescita del 2,2%. In quest’area spicca il Lazio, che fa registrare il maggior dinamismo in termini di giro d’affari (+3,9%).
All’opposto, sono il Sud e le Isole ad apparire più in affanno, con un tasso di incremento del fatturato più contenuto, che si assesta al 0.8%.
 

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