Stampa e media, nazionali e stranieri, celebrano di frequente (grazie al cielo!) Todi come una meta idilliaca, sia per una breve vacanza che per acquistarvi un’abitazione. E’ successo di recente con “Ville e Casali” che ha riservato attenzione, tra i primi, anche sulla nuova gestione del Castello di Petroro, poco sopra la popolosa frazione di Duesanti.
Bene, dunque. Peccato però che per raggiungere Petroro venendo da Todi gli ultimi chilometri versano, da anni, da molti anni, in una condizione di assoluta indecenza. La strada asfaltata è una vera e propria groviera che non vede una semplice ri-bitumatura da tempo immemorabile.
A pensare che questo è uno dei tratti della famigerata “Due Mari”, come ricorda lì vicino, possente e inutile, realizzato tagliando un pezzo di pineta, un viadotto di poche centinaia di metri senza capo né coda, ovvero scollegato da sempre alla modesta viabilità che gli corre sotto, ignara di tanto sperpero di denaro pubblico.
I tempi sono difficili, è noto, e le casse degli enti pubblici, nel caso specifico la competenza è della Provincia di Perugia, non possono arrivare a soddisfare dappertutto. Quel che però si potrebbe auspicare, se non proprio pretendere, è che vi sia una rotazione degli interventi di manutenzione, evitando bitumature su strade in condizioni tutto sommato percorribili a scapito di altre che non vedono da anni uno asfalto degno di questo nome. Un controllo dello stato di usura in loco aiuterebbe.
A far cadere le braccia a chi quelle zone le abita o le transita è l’intervento messo in atto nei giorni scorsi: poche palate di bitume buttato “a freddo” a riempire in malo modo le cavità carsiche di una strada che, se non degna della città ideale, almeno sicura per chi si trova a percorrerla, dovrebbe esserla. Si aspettava, annunciato, un intervento sulla viabililtà di Petroro e non l’ennesimo rattoppo dei rattoppi.









