Una curva epidemiologica sempre più in discesa con una prevalenza di soggetti positivi ogni 100 mila abitanti sempre più bassa e con un numero in calo anche per i decessi: si può riassumere così l’attuale quadro dell’Umbria dal punto di vista epidemiologico tracciato oggi durante la conferenza stampa tenuta dall’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, dal direttore regionale, Massimo Braganti, dal commissario regionale per l’emergenza covid, Massimo D’Angelo.
Nel corso dell’incontro l’assessore Coletto ha annunciato che, a partire da lunedì prossimo, 17 maggio, saranno aperte le prenotazioni per i cittadini di età compresa tra i 60 e 69 anni. Progressivamente verranno prenotati i soggetti fragili della categoria 4 e i cittadini di età tra i 50-59 anni e poi 40-49.
“Ovviamente – ha detto l’assessore – è importante precisare che per garantire l’appropriatezza della prestazione, è fondamentale che sia garantita la disponibilità dei vaccini, solo così si potrà rimanere coerenti con il piano”.
Il Commissario D’Angelo ha illustrato la situazione della vaccinazione in Umbria rispetto alle altre regioni, spiegando che il ritardo nelle prenotazioni nelle fasce 60-69 anni e 50-59 anni, è dovuto all’alto numero di persone fragili, caregiver e familiari (circa 70.000 in più rispetto alle altre regioni). Ad oggi il residuo da vaccinare nei 60 enni è di circa 43.000 persone. Inoltre, sono circa 22.000 in più, rispetto alla media nazionale, gli over 70 vaccinati in Umbria.
Secondo quanto indicato dalla Regione, il totale della popolazione umbra vaccinata con almeno una dose (dato aggiornato al 10 maggio), è pari al 28,80%, che colloca l’Umbria più meno a metà “classifica” nel confronto tra regioni. La migliore, la provincia autonoma di Trento, ha vaccinato il 31,56%, quindi non una differenza eclatante. La popolazione vaccinata anche con la seconda dose è il 13,46% (la migliore è la Liguria con il 16,59%).
Molto bene nella vaccinazione degli over 80 con almeno una dose: il 95,4%, terza regione dopo Veneto e Toscana.
L’Umbria è invece più indietro nella vaccinazione dei 70 enni (69,24% con una dose, contro l’81% del Veneto, migliore regione); molto indietro nella fascia 60-69 anni con una dose (terzultima con solo il 28,61%), meglio per quanto il riguarda i vaccinati anche con la seconda dose (11,58%).
L’Umbria ha vaccinato il 100% degli ospiti delle RSA, con la prima dose (83,34% anche con la seconda). Infine, vaccinati con una dose il 95,07% degli operatori delle RSA.









