"Se il governo non modificherà la Finanziaria, i Comuni sono pronti a disertare tutti i tavoli istituzionali: dalla conferenza unificata agli incontri sul federalismo fiscale – le affermazioni minaccia del presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, dopo l’incontro avuto con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che Chiamparino ha definito "ad essere ottimisti molto, molto, molto interlocutorio".
"Il colpo di coda dei Sindaci che pensano solo alla cassa, alla spesa e non alle ragioni vere dei cittadini ed alle opportunità da mettere in campo per i giovani attraverso azioni amminstrative serie e concrete – il duro commento del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano –
L’anci è ormai la cassa di risonsanza della Casta dei Sindaci, di quelli che amministrano per mestiere e per carrierismo politico. L’Anci non rappresenta più nessuno e solo una deformazione delle nostre istituzioni continua a ritenere questo organismo un interlocutore rappresentativo dei cittadini che vivono nei municpi italiani – l’affondo di Caivano –
Spieghino i risultati dei Piani Sociali di Zona, del recupero dissesti idrogeologici, dei piani integrati territoriali per lo sviluppo – tutte iniziative utili alle comunità e sonoramente bocciate nei fatti concreti.
I Comuni italiani, soprattutto al Sud sono ormai dei moltiplicatori di spesa utilissimi alle lobbies dei tecnici del cemento… altro che servizi ai cittadini.
L’ANCI, l’UNCEM e l’UPI, spieghino all’Italia perchè sono contro il taglio delle poltrone inutili, quei cinquantamila consiglieri comunali che servono solo a bruciare duecentomila giornate lavorative all’anno a totale carico del contribuente italiano.
Il tempo della spesa improduttuiva è scaduto e noi chiediamo maggiore rigore nei controlli e sopratutto efficacia ed efficienza a partire dal patto di stabilità interno che va mantenuto, rispettato e soprattutto attuato anche con lo scioglimeto dei Consigli Comunali che sbilanciano.
"Il colpo di coda dei Sindaci che pensano solo alla cassa, alla spesa e non alle ragioni vere dei cittadini ed alle opportunità da mettere in campo per i giovani attraverso azioni amminstrative serie e concrete – il duro commento del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano –
L’anci è ormai la cassa di risonsanza della Casta dei Sindaci, di quelli che amministrano per mestiere e per carrierismo politico. L’Anci non rappresenta più nessuno e solo una deformazione delle nostre istituzioni continua a ritenere questo organismo un interlocutore rappresentativo dei cittadini che vivono nei municpi italiani – l’affondo di Caivano –
Spieghino i risultati dei Piani Sociali di Zona, del recupero dissesti idrogeologici, dei piani integrati territoriali per lo sviluppo – tutte iniziative utili alle comunità e sonoramente bocciate nei fatti concreti.
I Comuni italiani, soprattutto al Sud sono ormai dei moltiplicatori di spesa utilissimi alle lobbies dei tecnici del cemento… altro che servizi ai cittadini.
L’ANCI, l’UNCEM e l’UPI, spieghino all’Italia perchè sono contro il taglio delle poltrone inutili, quei cinquantamila consiglieri comunali che servono solo a bruciare duecentomila giornate lavorative all’anno a totale carico del contribuente italiano.
Il tempo della spesa improduttuiva è scaduto e noi chiediamo maggiore rigore nei controlli e sopratutto efficacia ed efficienza a partire dal patto di stabilità interno che va mantenuto, rispettato e soprattutto attuato anche con lo scioglimeto dei Consigli Comunali che sbilanciano.
A meglio illustrare la posizione dell’associazione quanto affermato sulla classe dirigente "sudista", in un comunicato che appare sul sito web
"Sono i numeri freddi e aridi a condannare le classi dirigenti meridionali senza e se e senza ma. Impietoso, cristallino, il dato che viene fuori con il Sud che non cresce a fronte del Nord che nonostante la crisi avanza e si allontana. Il sud muore, condannato dai suoi rappresentanti politici ed istituzionali. – il commento durissimo del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, ai dati sulla forbice Nord-Sud –
Le Regioni meridionali, le Province, i Comuni sono puri centri di spesa – l’accusa di Caivano – in moltissimi casi clientelari, improduttive, con burocrazie rapaci e disoneste. Il malaffare, la cattiva amministrazione – rincara il Portavoce di Piccoli Comuni – il cancro vero che azzera le speranze dei giovani di poter realizzare i propri sogni nella propria terra.
Per uscirne fuori occorre una catarsi politica ed istituzionale vera, non i pannicelli caldi di finti rinnovamenti per non cambiare nulla.
Il ruolo delle istituzioni locali – la proposta di Caivano – necessita di profonde rivisitazioni e di un vero processo di omogeneizzazione europea del “municipalismo”, in grado di potere rispondere in maniera adeguata alle necessità di questo tempo. Le genti meridionali – il puntiglio orgoglioso del leader di Piccoli Comuni – devono riscoprire il gusto della partecipazione attiva, dell’abbandono della delega e del senso della responsabilità e del dovere prima che del diritto.
Non è un problema di risorse, ma di qualità della spesa. Fiumi di euro dell’Unione Europea evaporano nell’indistinto e nel pressapochismo di una gestione clientelare, perversa e malavitosa senza nessun controllo o benché minima verifica.
Occorre uno scatto d’orgoglio delle nuove generazioni, dei giovani, del loro sapere e soprattutto della loro capacità di sognare una realtà diversa.
Il fallimento totale della classe parlamentare meridionale è plasticamente dimostrato da questa finanziaria dove c’è tutto ed il contrario di tutto.
Il coraggio di cambiare le cose parte da un taglio vero di poltrone inutili, costose e clientelari. Milioni di euro sprecati – le conclusioni di Caivano – mentre tante persone muoiono negli ospedali meridionali per carenze di risorse o di personale e straordinarie apparecchiature prendono polvere negli scantinati”
Le Regioni meridionali, le Province, i Comuni sono puri centri di spesa – l’accusa di Caivano – in moltissimi casi clientelari, improduttive, con burocrazie rapaci e disoneste. Il malaffare, la cattiva amministrazione – rincara il Portavoce di Piccoli Comuni – il cancro vero che azzera le speranze dei giovani di poter realizzare i propri sogni nella propria terra.
Per uscirne fuori occorre una catarsi politica ed istituzionale vera, non i pannicelli caldi di finti rinnovamenti per non cambiare nulla.
Il ruolo delle istituzioni locali – la proposta di Caivano – necessita di profonde rivisitazioni e di un vero processo di omogeneizzazione europea del “municipalismo”, in grado di potere rispondere in maniera adeguata alle necessità di questo tempo. Le genti meridionali – il puntiglio orgoglioso del leader di Piccoli Comuni – devono riscoprire il gusto della partecipazione attiva, dell’abbandono della delega e del senso della responsabilità e del dovere prima che del diritto.
Non è un problema di risorse, ma di qualità della spesa. Fiumi di euro dell’Unione Europea evaporano nell’indistinto e nel pressapochismo di una gestione clientelare, perversa e malavitosa senza nessun controllo o benché minima verifica.
Occorre uno scatto d’orgoglio delle nuove generazioni, dei giovani, del loro sapere e soprattutto della loro capacità di sognare una realtà diversa.
Il fallimento totale della classe parlamentare meridionale è plasticamente dimostrato da questa finanziaria dove c’è tutto ed il contrario di tutto.
Il coraggio di cambiare le cose parte da un taglio vero di poltrone inutili, costose e clientelari. Milioni di euro sprecati – le conclusioni di Caivano – mentre tante persone muoiono negli ospedali meridionali per carenze di risorse o di personale e straordinarie apparecchiature prendono polvere negli scantinati”









