Nonostante che le organizzazioni internazionali affermino che in Italia si spende poco per la sanità e l'Umbria sia sotto la media, l'incremento delle risorse per la nostra regione nel 2010 sarà inferiore a quello medio nazionale
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La cifra assegnata all’Umbria per la Sanità è di 1 miliardo 572 mila euro, con una maggiorazione rispetto al riparto 2009 dello 0,9 per cento, pari a poco meno di 14 milioni di euro, a fronte di un incremento del finanziamento nazionale dell’1,78 per cento.
L’iniziale proposta di riparto avanzata dal Governo disconosceva, a differenza che in passato, il maggior costo della popolazione anziana sul sistema sanitario.
L’Umbria è comunque riuscita a strappare un aumento di quasi l’1 per cento rispetto allo 0,6% inizialmente proposto dal Governo ma se sono state soprattutto le regioni più grandi, dove è maggiore il peso della popolazione giovanile, a beneficiare delle risorse.
A Lombardia, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia sono stati infatti complessivamente assegnati oltre un miliardo e 300milioni di euro del miliardo 800 milioni di incremento del Fondo
«Anche in questo contesto il nostro impegno – affermano la Presidente della Giuna Lorenzetti e l’assessore Rosi – è di continuare a lavorare come abbiamo fatto finora per garantire agli umbri una sanità regionale di qualità, efficiente e virtuosa, capace di garantire a tutti i cittadini un elevato livello di prestazioni, servizi e assistenza».
Più polemico  l’assessore toscano al diritto alla salute Enrico Rossi che ha commentato così il riparto 2010: «Il Fondo sanitario proposto dal governo Tremonti-Berlusconi penalizza la popolazione anziana. Verrebbe da dire, citando il titolo di un film dei fratelli Coen, che per il ministro Sacconi l’Italia ‘non è un paese per vecchi’»..
Se per il triennio 2007-2009, spiega Rossi, «la crescita del fondo sanitario è stata di circa il 4%, con Berlusconi i finanziamenti per il triennio 2010-2012 cresceranno di circa la metà, poco più del 2%».
Inoltre «le regole introdotte costringeranno ancora di più le Regioni in difficoltà a scaricare sui cittadini il taglio dei servizi, e quelle che sfonderanno i tetti di spesa dovranno aumentare tasse e ticket. A questa situazione – prosegue – si è aggiunta la proposta del ministro Sacconi, che penalizza in modo ancora più pesante le regioni con la maggior presenza di popolazione anziana», quella che utilizza «di più i servizi sanitari.
Quindi Liguria, Toscana e Umbria, avendo la quota più alta di anziani, sono le regioni più penalizzate».
 
 

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