Seconda giornata dal terremoto che ha colpito il nord di Marsciano, Spina, San Biagio della Valle, Sant’Apollinare, Pieve Caina e Castiglione della Valle.
Anche oggi tutte le scuole marscianesi saranno chiuse: in giornata dovrebbe arrivare la revoca della chiusura solo per gli istituti che non hanno subito danni; al momento risultano danneggiati gli edifici dell’elementare e dell’asilo di Spina, l’elementare di San Biagio e l’asilo di Castiglione della Valle. Pochi danni alle elementari di Papiano e Schiavo, ma c’è bisogno di un intervento.
Dalla mattinata riprenderanno i sopralluoghi nelle abitazioni.
Nella mattinata di ieri si sono svolti i sopralluoghi in molti locali di pubblica utilità: Spina ha la farmacia, la Chiesa la caserma dei Carabinieri, il supermercato e l’edicola non in sicurezza, oltre alle scuole di cui abbiamo già detto; a San Biagio il circolo ricreativo, la Chiesa e l’elementare.
La particolarità di questo sisma sta nei danni provocati rispetto all’intensità: come detto ieri da Mauro Dolce, della protezione civile nazionale, un sisma con una magnitudo di 4.2 provoca solitamente meno danni di quelli che si stanno verificando nel marscianese.
Ad uno sguardo veloce sembrerebbe che siano caduti solo dei comignoli o alcuni cornicioni, ma basta entrare nelle abitazioni e lo scenario cambia completamente, soprattutto a Spina.
Complessivamente dai primi sopralluoghi svolti ieri pomeriggio nelle abitazioni private delle frazioni ci sarebbero 20 case inagibili sulle 78 controllate fino ad ora.
Le richieste di sopralluoghi presentate dai privati cittadini sono già più di mille. «Emerge quindi sempre più chiaramente – ha sottolineato l’assessore provinciale Bertini- che questo terremoto, che per fortuna non ha provocato vittime, di danni ne ha fatti molti». Il sisma, di magnitudo 4.2, con poche repliche di intensità vicina a 2, che ha sprigionato una energia mille volte inferiore rispetto al terremoto dell’Aquila, ha prodotto danni superiori rispetto a quanto ci si potesse aspettare, secondo quanto riferito dalla Protezione civile.
Ancora pochi, infine gli sfollati – 35 in tutto – che hanno usufruito la scorsa notte dei 150 posti letto allestiti in tre strutture pubbliche. Complessivamente, circa 400 persone sono fuori casa (ma hanno trovato ospitalità da parenti ed amici), in attesa dei sopralluoghi.
Lo stato di calamità naturale è stato richiesto ufficialmente ieri dalla presidente Lorenzetti; domenica dovrebbe tornare in visita nei centri colpiti dal sisma con il capo della Protezione Civile Bertolaso.








