Da domani riaprono le scuole non lesionate; sono proseguiti i controlli di stabilità sugli edifici e, grazie al terremoto, è arrivata anche la telefonia mobile: rimarranno aperti i centri di accoglienza fino al momento in cui ci sarà bisogno
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Nella giornata di oggi le squadre di tecnici al lavoro sono aumentate da 15 a 28, con 60 tecnici che sono stati nelle frazioni a verificare i danni subiti a causa del sisma: domani i tecnici saranno probabilmente ancora di più, visto che molte amministrazioni hanno messo a disposizione i propri professionisti.

Il punto della situazione lo ha fatto il Sindaco Todini alle 18.00: prima la buona novella, ovvero l’agibilità della Chiesa di Sant’Apollinare, che potrà essere sfruttata per le celebrazioni natalizie.
Per quanto riguarda gli edifici di pubblica utilità, il quadro non è confortante: a Spina è inagibile la farmacia, il tabaccaio e l’edicola, la banca e la Chiesa, mentre a San Biagio della Valle sono inagibili il circolo e la Chiesa.
Si hanno questi dati perchè i sopralluoghi hanno riguardato prima di tutto gli edifici pubblici, in un secondo momento si è pensato alle abitazioni.

A Spina l’edicola-tabacchi ha già rincominciato a funzionare: in una macchina dinnanzi all’edificio che la ospitava, i proprietari hanno riaperto una struttura provvisoria, per ridare quel senso di normalità necessaria a ripartire.
Per l’edicola e per gli altri esercizi pubblici prima nominati si sta cercando una sistemazione di medio lungo periodo, tramite container o strutture provvisorie; più critica la situazione del supermercato di Spina che risulta gravemente lesionato.

Una notizia buona è che i sopralluoghi sono scesi da 1000 a 400: si era creata della confusione in un primo momento, visto che le persone interessate si erano rivolte a più autorità per richiedere una verifica della stabilità da parte delle squadre di tecnici. Todini afferma che, probabilmente, entro sabato i sopralluoghi saranno terminati.
I tre centri di accoglienza allestiti a Spina, San Biagio e Pieve Caina rimarranno aperti fino a quando ci saranno le richieste dalla popolazione, così come il servizio catering: non più di 50 anche nella seconda nottata le persone ospitate.
Visto che qualcuno ha polemizzato in questa fase di emergenza, Todini ha voluto ribadire che la scelta di istituire il COC a Spina è stata dettata dal solo fatto della disponibilità di un locale, come il distaccamento del comune, che ben si prestava ad ospitare la marea di tecnici e volontari all’opera: d’altro canto il magazzino centrale è stato realizzato a San Biagio, per gli stessi motivi.

Dai prossimi giorni partiranno i primi puntellamenti per la messa in sicurezza degli edifici: ciò favorirà anche l’avvio dei lavori di recupero delle case lesionate. Per revocare le ordinanze di sgombero dei centri storici di Spina, San Biagio e Sant’Apollinare, si aspettano dei dati certi.
Continua la ricerca di abitazioni per gli sfollati, per promuovere l’autosistemazione delle persone ed evitare la realizzazione di tendopoli o di villaggi provvisori: è stato requisito, come detto ieri, anche l’hotel Arco di Marsciano.

Per quanto riguarda la richiesta di calamità naturale fatta dalla Regione dell’Umbria non si hanno ancora novità da Roma: dei parlamentari umbri hanno firmato un documento per fare richiesta al governo di attivarsi velocemente.
Ci voleva il terremoto per portare la telefonia mobile a Spina: nella prima mattinata la Telecom ha montato un ripetitore proprio a fianco al COC: dopo le polemiche di ieri qualcuno ha voluto agire.

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