Una volta si diceva che in montagna l’aria era più fine, ma ora non è più così.
Concentrazioni di inquinanti pari alle aree urbane e PM10 oltre i limiti europei sono stati rilevati sui ghiacciai himalayani ad oltre 5000 metri di quota.
I quattro anni di dati rilevati col progetto Share promosso dal Comitato Evk2Cnr e analizzati nell’ambito di una collaborazione con il Nasa Goddard Space Flight Center, fanno ritenere che, per effetto dell’Asian Brow Cloud (la vasta nube di inquinanti che affligge il subcontinente indiano) i ghiacciai himalayani possono subire un’accelerazione dello scioglimento fino al 24% rispetto alla fusione ‘normale’ che subiscono nel corso della loro vita.
In particolare, secondo i ricercatori, le valli himalayane funzionano da veri e propri «camini» attraverso i quali gli inquinanti che compongono l’Asian Brown Cloud sono direttamente trasportati verso la media e alta troposfera, dove il loro tempo di vita può aumentare considerevolmente e dove possono essere rimescolati e trasportati anche per lunghe distanze.
- Redazione
- 20 Dicembre 2009








