Graziano Barberini e Pier Francesco Quaglietti ricostruiscono in libro fresco di stampa la storia del Movimento Sociale Tuderte dal 1947 al 1995
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Dal 15 dicembre sarà disponibile nelle librerie on line “Quando a Todi ardeva la fiamma”, un libro di Graziano Barberini e Pier Francesco Quaglietti che ricostruisce, per i tipi di Eclettica editrice, la storia del MSI tuderte. Abbiamo rivolto alcune domande a Graziano Barberini, uno dei due autori.

Perchè avete voluto scrivere un libro sul MSI di Todi? “Per non disperdere la memoria di una storia che, iniziata nel giugno 1947, si è protratta per quasi cinquant’anni, interessando più generazioni cresciute sotto l‘insegna della fiamma. Il libro non è un’apologia, anche se certo non rinneghiamo una storia vissuta in prima persona; a distanza di decenni, però, ci sembra necessario un sguardo sereno che inquadri quelle vicende nella luce della storia e le sottragga alle polemiche strumentali della politica. E’ per questo che per un anno abbiamo indagato archivi pubblici e privati, letto i verbali dei Consigli comunali dal 1952, raccolto testimonianze orali e scritte. Ne è venuta fuori una storia connessa alle specificità di un territorio, ma in qualche modo rappresentativa anche delle storie delle tante comunità missine di ogni angolo d’Italia”.

Come è strutturato il libro? “Dopo un “excursus” sulla storia nazionale del MSI e sulla costituzione della Federazione perugina, la ricerca si incentra su Todi con rapidi cenni sul ventennio e sui pochi mesi della RSI. Quindi affronta le vicende del MSI tuderte, dividendone la storia in tre periodi (1947/1960; 1961/1979; 1980/1995) e articolandone la trattazione in specifici capitoli dedicati alla struttura del partito, alla rappresentanza in consiglio comunale e al movimento giovanile. Non mancano riferimenti approfonditi ad Aldo Chinea, vero riorganizzatore della federazione perugina negli anni ‘50/’60, ad Ivo Laghi, segretario generale della UGL e ad Ajmone Finestra, unico tuderte ad aver fatto parte del Senato della Reppubblica. Il libro contiene poi tre interessanti interventi: Bruno Bertini rievoca l’ambiente giovanile degli anni ‘70, il senatore Domenico Benedetti Valentini ricorda Aldo Chinea, tratteggiandone con commossa partecipazione lo spessore umano e la capacità politica e, infine, l’onorevole Stefano Menicacci richiama alla memoria le figure dei “vecchi missini” di Todi, muovendo anche dal suo soggiorno in città negli anni giovanili come studente liceale”.

Il professor Giuseppe Parlato, Presidente della Fondazione De Felice e ordinario di Storia Contemporanea all’Unint di Roma, nella sua prefazione al libro scrive “… la ricerca di Barberini e Quaglietti assume una particolare rilevanza. Si tratta di un volume nel quale memoria e storia si intrecciano in maniera persuasiva… i due autori, sebbene figli di quel mondo, hanno affrontato il tema, a loro sicuramente molto caro dal punto di vista del proprio vissuto, con distacco, ironia e senso critico…“.

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