Progetto di ricerca su colture a recupero totale che avranno un immediato riscontro industriale grazie ad aziende partner di progetto quali Novamont per l’utilizzo degli olii nella filiera della bioclastiche e Mignini & Petrini per la filiera mangimistica
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Si è tenuto presso il Consorzio Agrario dell’Umbria ed in collegamento su piattaforma Zoom, l’evento conclusivo del Gruppo Operativo FORTe (Filiere da Oleaginose a Recupero Totale).  Un progetto della misura 16.1 del PSR 2014-2020 durato tre anni, diventati 4 a causa dell’emergenza COVID. Capofila di FORTe è stato il Consorzio Agrario dell’Umbria ed ha visto la partecipazione di numerosi partner del mondo agricolo (7 aziende agrarozootecniche), 4 Dipartimenti dell’Università di Perugia, due partner del mondo industriale quali Novamont e Mignini & Petrini, il CESAR (Centro per lo sviluppo agricolo e rurale), CONDIFESA dell’Umbria e Impresa Verde.

Il progetto ha avuto come obiettivo quello creare una filiera in Umbria che si inserisce a pieno nell’ambito della Bioeconomia partendo da due colture oleaginose non convenzionali quali il cartamo e il cardo. “Queste colture” sottolinea il Michele Falce, dirigente Novamont del settore agroindustriale “sono in grado di ridare valore ai terreni marginali in quanto i loro prodotti e coprodotti vengono valorizzati attraverso i nostri processi di chimica verde innovativi e proprietari ma anche tramite applicazioni mangimistiche del panello residuo dall’estrazione dell’olio”.

Il workshop, introdotto da Francesco Martella, agronomo del Consorzio Agrario e coordinato da Daniela Riganelli (esperta di politiche ambientali) e stata l’occasione per la presentazione dei risultati finali. Nel suo intervento Francesco Martella ha rimarcato l’importanza di esplorare nuove filiere per consentire agli agricoltori di avere colture da inserire nelle rotazioni agrarie, vista la scelta di moltissime imprese del territorio di aderire alle misure agroambientali, nella fattispecie le colture individuati non sono appetibili alla fauna selvatica e ai cinghiali soprattutto.

All’iniziativa ha partecipato la dottoressa Angela Terenzi, della Regione Umbria che guida l’ufficio che sovraintende i progetti della misura 16 del PSR per il trasferimento dell’innovazione, che ha fatto il punto sia sullo stato dell’arte della misura 16 in essere e ragguagliato i partecipanti anche su quanto sta immaginando la Regione per la nuova programmazione.

Gli interventi dell’Università degli Studi di Perugia hanno presentato alcuni dei risultati ottenuti dal progetto, in particolare la dott.ssa Michela Farneselli ha illustrato il protocollo di coltivazione del cartamo in Umbria, il  Prof. Massimo Trabalza Marinucci, ha invece presentato i risultati di due anni di sperimentazione su pollo da carne alimentato con mangimi arricchiti di panello di cartamo e cardo, mentre Pierluigi Milione di Agromix ha parlato delle applicazioni tecnologiche per l’agricoltura digitale ed in particolare dell’uso di una bilancia intelligente che aiuta oltre che tenere il magazzino dei presidi fitosanitari sempre aggiornato, aiuta alla compilazione automatica del quaderno di campagna, avverte l’impresa sull’aggiornamento della normativa vigente, facendo evitare l’uso di prodotti non più autorizzati. Risultati che insieme alla valutazione ambientale e quella del conto economico avranno un immediato riscontro industriale come testimoniano le aziende partner di progetto quali Novamont per l’utilizzo degli olii nella filiera della bioclastiche e Mignini & Petrini per la filiera mangimistica.

Nella Foto: Michele Falce NOVAMONT, Daniela Riganelli, Francesco Martella Consorzio Agrario.

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