Mancano poche ore e poi si saprà se sarà l’ex Sindaco di Todi o altri o nessuno a sfidare o no il candidato dei veltroniani, per accedere alla candidatura per il posto di Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria.
A tirare nuovamente in ballo Catiuscia Marini, appena uscita dalla sede della segreteria nazionale del PD, è stato Walter Verini, parlamentare umbro vicino a Veltroni dicendo in modo che tutti sentissero «Se ci sono le primarie e se tu le vinci, vengo a lavorare nel tuo comitato elettorale. L’importante è il rispetto delle regole e delle primarie».
In politica non sempre, anzi spesso, ciò che si dice corrisponde con ciò che si vuole e non è mancato chi ha ricordato l’abitudine della mantide religiosa di abbracciare, per manifestare il suo profondo affetto, la vittima destinata ad essere divorata.
La risposta della Marini, invece, sembra voler dire che, se tutto il Pd la designa, accetterebbe ma non è disponibile a scontrarsi con chicchessia alle primarie
«Io non mi autocandido», ha detto Marini. E se la candidano? «Dipende da chi lo fa», ha replicato. «In ogni caso – ha concluso – ci deve essere il rispetto delle regole interne».
D’altro canto si starebbe lavorando, secondo il segretario regionale umbro Bottini, per arrivare a «una candidatura condivisa», con l’obiettivo di evitare le primarie «Abbiamo avuto uno scambio di opinioni con Bersani – ha detto Bottini- ora faremo i passaggi canonici; il primo sarà dopo domani, con la segreteria regionale, e poi ci sarà l’Assemblea, in cui discuteremo». «la soluzione politica viene prima delle primarie».
Lo spiega Salvatore Vassallo, che è stato presidente della commissione che ha redatto lo statuto del Pd poi approvato dall’Assemblea costituente. "Questa non è una questione formale – sottolinea Vassallo – ha a che fare con la scelta politica di fondo di scegliere le primarie sempre. Non è questione da legulei, ma squisitamente politica. Lo statuto trasferisce la sovranità nella scelta dei candidati dagli organi dirigenti agli elettori".









