Non si tratta della famigerata “rondine che fa primavera” ma anche il Passero solitario fotografato sui tetti di Todi da Matteo Orlandi può, a tutti gli effetti, annunciare la nuova stagione. Si tratta di un esemplare che non si vede spesso. Schivo e timido, è un uccello che passa spesso inosservato, ma in primavera si risveglia in tutta la sua vitalità. È nella stagione degli amori, infatti, che il maschio sceglie e delimita un territorio, del quale farà presto parte una compagna.
Lungo circa 20 centimetri, snello ed elegante, il maschio di Monticola solitarius si riconosce grazie all’inconfondibile colore blu cobalto del corpo ad eccezione delle ali nere che diventa più brillante con l’avvicinarsi della stagione dell’accoppiamento. La femmina ha una tonalità bruno-marrone più opaca. Becco lungo e sottile, zampe nere, il Passero solitario ama sostare su posatoi, naturali e artificiali, dai quali si mette in mostra cantando e osservando minuziosamente il suolo alla ricerca di qualche preda.
Oltre ad essere cantato da Leopardi è famoso, soprattutto il maschio, per la sua bella livrea. Nome scientifico Monticola solitarius, Ordine Passeriformes, Famiglia Turdidae.










