Il presidente di Confesercenti esprime preoccupazione per le ricadute negative che porterà il conflitto in Ucraina per famiglie e imprese
commercio bancomat

Ci avviciniamo alle elezioni amministrative di giugno con animo fiducioso, quasi gaudente, almeno a credere alle promesse contenute in alcuni programmi elettorali. Infatti in essi non vi è traccia, o quasi, di quanto accadrà nei prossimi mesi, sia che miracolosamente cessi la protervia sanguinaria dell’aggressore russo o, peggio ancora, che la guerra incrudelisca ancora per lungo tempo. 

Quali iniziative intraprenderà il nuovo o rinnovato sindaco per contrastare le successive ondate di inflazione e di disagi economici che colpiranno pesantemente le famiglie più deboli, le imprese, il commercio, il turismo, fino ad impoverire anche i ceti intermedi? 

Il neo-Sindaco, cui spetta l’onere, tra le altre cose, di assicurare il benessere dei cittadini, dovrebbe essere al corrente dei drammatici effetti collaterali che la guerra in Ucraina riverserà sull’intera Europa e quindi sulla nostra Città: ulteriori aumenti di prezzo delle farine per pane, pasta e prodotti dolciari; impatto al rialzo sui costi delle carni e del latte; rincaro di oltre il 60%  del mais per allevamenti; rincaro di oltre il 160% sui fertilizzanti; rincaro di gas e carburanti e, naturalmente, rincari a pioggia su ogni  prodotto di mercato. 

Confesercenti –Todi ritiene che, da parte di una Amministrazione comunale attenta e previdente, sia necessario sin d’ora accantonare le necessarie risorse economiche, organizzative e strutturali per far fronte all’annunciata emergenza che, altrimenti, determinerà il definitivo e irrecuperabile degrado del territorio tuderte. 

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