La competenza  della Procura della Repubblica di Perugia è scattata perchè il Pdl della provincia di Roma ha ipotizzato responsabilità, per l'esclusione della sua lista dalle elezioni regionali nel Lazio, da parte dell'Ufficio Elettorale di cui sono parte magistrati romani 
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La procura di Perugia, che sicuramente ha molto da fare in questi giorni per le indagini sulle corruttele ipotizzate per i lavori all’isola della Maddalena per il G8, si trova a dover “scolare gli gnocchi” anche per la clamorosa esclusione dalle elezioni regionali del Lazio della lista del Pdl per la provincia di Roma..
Presso la Procura perugina, infatti, è stato  aperto un fascicolo a carico di ignoti in seguito alla denuncia presentata dal Pdl, dopo la mancata presentazione della lista provinciale di Roma.
La denuncia-querela era stata depositata alla procura di Roma il primo marzo e gli atti sono stati poi trasferiti a Perugia per competenza.
Nell’esposto è stato infatti tra l’altro ipotizzato il reato di abuso d’ufficio per i componenti dell’Ufficio elettorale
, che – secondo il Pdl – avrebbero applicato al momento della presentazione delle liste delle «prassi mai viste» e dei «metodi basati sull’arbitrio».
La competenza della procura umbra è scattata perché componenti dell’Ufficio elettorale sono anche dei magistrati, che non possono essere sottoposti al giudizio dei loro colleghi di circoscrizione (romana).
Una vicenda emblematica dello stato confusionale della nomenclatura politica italiana di professione o, per altri, della burocratizzazione imperante, rischia pertanto di ritardare l’accertamento rapido di responsabilità per fatti per i quali i cittadini italiani chiedono sia fatta chiarezza.
Peraltro, quantunque, tutti siano consapevoli che la “squalifica”, prima di entrare in campo elettorale, di una squadra toglie ogni gusto allo spettacolo e, più seriamente, che le “esclusioni” rischiano di innescare, come avvenuto in passato, reazioni incontrollate, a molti non sfugge che tanto “can can” si scatena solo quando ad essere colpita è “la casta” e non il povero cittadino contribuente il quale, pur pagando le tasse, magari si è dimenticato solo di firmare la dichiarazione dei redditi e per questo viene multato, perché senza firma la dichiarazione è come se non esistesse.

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