Il libro intitolato “Ammoniti, un viaggio geologico nelle montagne appenniniche” presenta 24 generi e una quarantina di specie nuove di ammoniti scoperte sulle montagne umbre in 40 anni di ricerche
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Le Ammoniti sono un gruppo di Molluschi cefalopodi estinti.
Si tratta di animali di ambiente marino, caratterizzati da una conchiglia esterna composta prevalentemente di carbonato di calcio, sotto forma di aragonite, e in parte di una sostanza organica di natura proteica (conchiolina)., Per la loro straordinaria diffusione nei sedimenti marini di tutto il mondo e la loro rapida evoluzione, con variazioni nette nella morfologia e nell’ornamentazione della conchiglia, le ammoniti sono fossili guida di eccezionale valore
Dato l’ambiente, marino, dove vivevano, può sorprendere, per chi non è esperto di storia della Terra, trovarli in montagna.
Ed invece in Umbria se ne trovano tante
.
Federico Venturi, Giuseppe Rea, Giancarlo Silvestrini e Massimiliano Bilotta, riportano in un libro intitolato “Ammoniti, un viaggio geologico nelle montagne appenniniche” 24 generi e una quarantina di specie nuove di ammoniti, risultato di 40 anni di studio e ricerca accurati
Il libro
, che si propone di valorizzare le montagne del territorio umbro – marchigiano e il museo e laboratorio geologico del Parco del Monte Subasio,  viene presentato 20 marzo, alle ore 16.30, nel Palazzo della Provincia di Perugia in Piazza Italia (Sala del Consiglio).
La ricerca ha utilizzato i dati raccolti dalle rocce calcaree di origine marina che costituiscono i Monti della Valnerina, i Martani, i Sibillini e i Monti Subasio, Petrano, Cucco, Catria e Nerone con le relative formazioni geologiche del calcare massiccio, corniola, rosso ammonitici, calcari a posidonia e calcari del bulgarone.
L’opera si propone di fornire un valido aiuto ai collezionisti aiutandoli nella classificazione del vastissimo (e ancora poco conosciuto) gruppo fossile e a mantenere ordinate le raccolte.
Inoltre, si propone un fine educativo volto al rispetto delle rocce del territorio e delle aree di affioramento, a mantenere il patrimonio paleontologico, facendolo conoscere, e a scoraggiare l’alienazione dei reperti. Infine, ha l’obiettivo di incoraggiare la realizzazione di itinerari geologici e paleontologici, anche per le scuole, sulle nostre montagne e dare alternativa alle attività ludico-sportive, favorendo l’osservazione dei siti geologici indicati e la riflessione sull’origine delle nostre rocce sedimentarie marine, risalenti a centinaia di milioni di anni fa.

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