A cinque mesi dalla segnalazione di un cittadino animato da senso civico, né l'Anas, né la Polizia Municipale si sono attivate per porre rimedio
bivio-pontecuti

Ma si, avete ragione, quella che state per leggere è una piccola storia del pubblico disinteresse,  piccola se comparata con le grosse questioni che vorremmo vedere risolte bene e in fretta, ma è esemplare perchè,  nella sua pochezza,  dice tanto sul malfunzionamento della cosa pubblica. Se poi  efficienza e affidabilità – le due qualità regine che chiediamo agli erogatori di pubblici servizi – sono difficili da ottenere,  è troppo chiedere  a lorsignori la cortesia di una risposta?
Ecco la  storia che vi voglio raccontare. Percorrendo la strada statale 448   che,  scorrendo ai piedi di Todi,  affianca  il corso del Tevere e il lago di Corbara, anche a voi sarà capitato di notare che alcuni segnali stradali sono coperti da scritte cretine, come è cretino l’autore delle stesse. Non è un bel vedere soprattutto perchè quella strada, che nella toponomastica dell’Anas è riconoscibile come  statale di Baschi, lasciata Todi s’inoltra in un panorama di grande suggestione. Insomma, non una strada qualunque in un qualunque panorama. Ma qualcosa di prezioso e meritevole di cure.

Bene. Passando spesso per quella strada,  che preferisco all’agguato della E 45,  ho censito quei segnali aggrediti dalla mano dell’ignoto imbecille,   ripromettendomi di segnalare la cosa all’Anas, Compartimento dell’Umbria.
La mia segnalazione non passerà inosservata – dicevo tra me  –,  compiacendomi d’essere   un automobilista scrupoloso e collaborativo  e  anche un socio del Touring Club che un certo peso ha, o dovrebbe avere,  nella protezione delle tante e belle cose di casa.
C’è dell’altro. Sbucando sulla statale dopo avere attraversato il Tevere  lasciando alle spalle  il borgo di Pontecuti,    il segnale di STOP non è quasi più visibile perchè coperto di vernice. Mi direte: che importanza ha se tutti sappiamo che in quel punto ci dobbiamo dare la precedenza?  Eh no. Siamo alle pendici della nobilissima città, siamo all’incrocio con una strada statale, non tutti ne conoscono l’insidia. E diciamocela tutta:  che figura ci fa Todi? Quello  STOP  è ridotto in quelle condizioni da qualche anno e a nessuno è venuto in mente di sostituirlo. Avevo segnalato la cosa alla Polizia Municipale di Todi ma l’ho fatto  a parole, con leggerezza, convinto che quella comunicazione di  cortesia ottenesse in fretta (qualche mese?) il risultato che speravo.

Ecco allora l’ufficialità della comunicazione. Il 10 dicembre dell’anno passato ho spedito una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Anas, Compartimento di Perugia, inviandone copia, per conoscenza, al Comando della Polizia Municipale di Todi e a quella di Baschi, l’una e l’altra competenti, immagino,  del decoro della  segnaletica stradale di cui l’Anas è il massimo responsabile.
Sono passati quasi cinque mesi dall’invio della raccomandata  e non è successo niente. I segnali sgorbiati sono sempre lì,   a umiliare la statale 448 e Todi che ci sta sopra.  Lo  STOP di Pontecuti è sempre più sconciamente rizzato verso il cielo. Né L’Anas ha scritto una letterina di ringraziamento per la segnalazione. Né  la Polizia Municipale di Todi né quella di Baschi hanno sentito la voglia di far sapere che  si sono attivate – così si usa scrivere nei rapporti – per porre rimedio allo sfascio.
Non mi stupisco di questo comportamento e me l’aspettavo. E’  tracotanza nei confronti del cittadino che segnala – ma cosa vuole questo scocciatore! -. E’   disinteresse  che trasuda nella quotidianità della dimenticanza. Non accade altrove. Certamente non  accade nelle piccole dimensioni delle regioni settentrionali – dalle quali l’Umbria sta progressivamente distaccandosi  –   e di sicuro non nelle democrazie di quell’Europa civile ed efficiente alla quale ci illudiamo di assomigliare.

Non so se l’Anas, dopo questa  protesta, riterrà di rispondermi. A me sta a cuore che intervenga in fretta e sostituisca gli indicatori sgorbiati da quell’imbecille che imperversa di notte sulle strade attorno a Todi.
Quanto al silenzio della Polizia Municipale  cosa devo pensare?  Non si sono preoccupati di controllare? Oppure hanno controllato e hanno deciso che se ne deve occupare qualcuno. Oppure ancora non sanno a chi affidare il compitino.
Resta la sensazione penosa dell’inutilità del ruolo di cittadinanza attiva, lo svuotamento di quello spirito di servizio e di collaborazione che muove chi si sente parte pensante e critica.
Ma io sono paziente e tenace. E finchè vedrò  quella segnaletica  maltrattata sotto il profilo maestoso di Todi    – gemellata con Dreux e Melsungen   – continuerò a reclamarne la sostituzione. A meno che le due comunità gemellate, francese e tedesca,  non decidano di  sollecitare d’autorità  il ripristino del decoro  di Todi.
Se l’Unione europea può  imporre  alla Grecia  umilianti sanzioni per restare nell’euro,  immagino che anche le due cittadine possano dire: “Cara Todi,  se vuoi conservare la nostra amicizia ripulisciti a fondo e  in fretta. Altrimenti fuori”.
Sappiamo tutti quale brutalità  sovrana sanno usare con noi i tedeschi e i francesi. Evitateci, per favore, questa umiliazione.

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