Ma si, avete ragione, quella che state per leggere è una piccola storia del pubblico disinteresse, piccola se comparata con le grosse questioni che vorremmo vedere risolte bene e in fretta, ma è esemplare perchè, nella sua pochezza, dice tanto sul malfunzionamento della cosa pubblica. Se poi efficienza e affidabilità – le due qualità regine che chiediamo agli erogatori di pubblici servizi – sono difficili da ottenere, è troppo chiedere a lorsignori la cortesia di una risposta?
Ecco la storia che vi voglio raccontare. Percorrendo la strada statale 448 che, scorrendo ai piedi di Todi, affianca il corso del Tevere e il lago di Corbara, anche a voi sarà capitato di notare che alcuni segnali stradali sono coperti da scritte cretine, come è cretino l’autore delle stesse. Non è un bel vedere soprattutto perchè quella strada, che nella toponomastica dell’Anas è riconoscibile come statale di Baschi, lasciata Todi s’inoltra in un panorama di grande suggestione. Insomma, non una strada qualunque in un qualunque panorama. Ma qualcosa di prezioso e meritevole di cure.
Bene. Passando spesso per quella strada, che preferisco all’agguato della E 45, ho censito quei segnali aggrediti dalla mano dell’ignoto imbecille, ripromettendomi di segnalare la cosa all’Anas, Compartimento dell’Umbria.
La mia segnalazione non passerà inosservata – dicevo tra me –, compiacendomi d’essere un automobilista scrupoloso e collaborativo e anche un socio del Touring Club che un certo peso ha, o dovrebbe avere, nella protezione delle tante e belle cose di casa.
C’è dell’altro. Sbucando sulla statale dopo avere attraversato il Tevere lasciando alle spalle il borgo di Pontecuti, il segnale di STOP non è quasi più visibile perchè coperto di vernice. Mi direte: che importanza ha se tutti sappiamo che in quel punto ci dobbiamo dare la precedenza? Eh no. Siamo alle pendici della nobilissima città, siamo all’incrocio con una strada statale, non tutti ne conoscono l’insidia. E diciamocela tutta: che figura ci fa Todi? Quello STOP è ridotto in quelle condizioni da qualche anno e a nessuno è venuto in mente di sostituirlo. Avevo segnalato la cosa alla Polizia Municipale di Todi ma l’ho fatto a parole, con leggerezza, convinto che quella comunicazione di cortesia ottenesse in fretta (qualche mese?) il risultato che speravo.
Ecco allora l’ufficialità della comunicazione. Il 10 dicembre dell’anno passato ho spedito una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Anas, Compartimento di Perugia, inviandone copia, per conoscenza, al Comando della Polizia Municipale di Todi e a quella di Baschi, l’una e l’altra competenti, immagino, del decoro della segnaletica stradale di cui l’Anas è il massimo responsabile.
Sono passati quasi cinque mesi dall’invio della raccomandata e non è successo niente. I segnali sgorbiati sono sempre lì, a umiliare la statale 448 e Todi che ci sta sopra. Lo STOP di Pontecuti è sempre più sconciamente rizzato verso il cielo. Né L’Anas ha scritto una letterina di ringraziamento per la segnalazione. Né la Polizia Municipale di Todi né quella di Baschi hanno sentito la voglia di far sapere che si sono attivate – così si usa scrivere nei rapporti – per porre rimedio allo sfascio.
Non mi stupisco di questo comportamento e me l’aspettavo. E’ tracotanza nei confronti del cittadino che segnala – ma cosa vuole questo scocciatore! -. E’ disinteresse che trasuda nella quotidianità della dimenticanza. Non accade altrove. Certamente non accade nelle piccole dimensioni delle regioni settentrionali – dalle quali l’Umbria sta progressivamente distaccandosi – e di sicuro non nelle democrazie di quell’Europa civile ed efficiente alla quale ci illudiamo di assomigliare.
Non so se l’Anas, dopo questa protesta, riterrà di rispondermi. A me sta a cuore che intervenga in fretta e sostituisca gli indicatori sgorbiati da quell’imbecille che imperversa di notte sulle strade attorno a Todi.
Quanto al silenzio della Polizia Municipale cosa devo pensare? Non si sono preoccupati di controllare? Oppure hanno controllato e hanno deciso che se ne deve occupare qualcuno. Oppure ancora non sanno a chi affidare il compitino.
Resta la sensazione penosa dell’inutilità del ruolo di cittadinanza attiva, lo svuotamento di quello spirito di servizio e di collaborazione che muove chi si sente parte pensante e critica.
Ma io sono paziente e tenace. E finchè vedrò quella segnaletica maltrattata sotto il profilo maestoso di Todi – gemellata con Dreux e Melsungen – continuerò a reclamarne la sostituzione. A meno che le due comunità gemellate, francese e tedesca, non decidano di sollecitare d’autorità il ripristino del decoro di Todi.
Se l’Unione europea può imporre alla Grecia umilianti sanzioni per restare nell’euro, immagino che anche le due cittadine possano dire: “Cara Todi, se vuoi conservare la nostra amicizia ripulisciti a fondo e in fretta. Altrimenti fuori”.
Sappiamo tutti quale brutalità sovrana sanno usare con noi i tedeschi e i francesi. Evitateci, per favore, questa umiliazione.










