Lo scorso fine settimana a Massa Martana, presso la Chiesa Nova si è tenuta la mostra “STORIA, TRADIZIONE E CULTURA DELLA CACCIA” organizzata dalla locale sezione EnalCaccia in collaborazione con il Museo Venatorio Itinerante di Firenze.
Nell’ambito dell’esposizione, una mostra bibliografica a cura di Aldo Pieri, il quale ha esposto rare edizioni sulla beccaccia, ma anche su tanti altri argomenti. Dalla tecnica alla narrativa tutte prime edizioni che hanno ben figurato, con stupore anche di appassionati collezionisti.
Andrea Ceri, coordinatore del museo, invece ha esposto una serie di gabbie per la caccia al capanno provenienti da tutta Italia, ognuna diversa dalle altre secondo la provenienza geografica e per l’uso a cui erano destinate.
L’argomento e le attrezzature che più di ogni altro hanno portato interesse, curiosità e anche dibattito sono state le vecchie attrezzature usate per la caccia silenziosa, ovvero quei semplici artifizi che i nostri nonni adoperavano non tanto per l’esercizio venatorio, ma per sfamarsi: piccole trappole, lacci in crine di cavallo, gabbie a trappola e la famosa “crociata”.
In tempi in cui era regola che il contadino che lavorava per il padrone (fine ‘800, primi del ‘900), se trovato a prelevare un fagiano o una lepre veniva addirittura licenziato e allontanato dalla tenuta, poiché aveva intaccato il patrimonio della fattoria. Se invece, i figli del contadino o il contadino stesso, per fabbisogno alimentare recuperavano qualche uccelletto da mettere insieme alla polenta, il guardia caccia chiudeva un occhio.
Buona la partecipazione di pubblico, ad eccezione delle scolaresche, un’occasione mancata per portare gli alunni in visita al museo e far capire come i loro nonni vivevano nelle campagne.









