Un 52enne spoletino avrebbe beneficiato, a sua insaputa, di 52 assegni da 10mila euro, per acquistare una casa a Roma, offerti dal solito architetto del caso Scajola
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L’Umbria incomincia ad entrare a pieno titolo, al di là delle competenze giudiziarie, nella vicenda delle “case regale” che ha travolto il Ministro Scajola.
È stato individuato, a Spoleto, un altro degli acquirenti degli appartamenti comprati con gli assegni versati dall’architetto Angelo Zampolini, ritenuto dagli inquirenti perugini titolari dell’inchiesta sugli appalti, il riciclatore dei fondi ‘neri’ di Diego Anemone:
Per chi indaga sarebbe un prestanome su cui la Guardia di Finanza sta facendo accertamenti.
Solito il notaio: lo stesso che ha predisposto gli atti di compravendita dell’appartamento di Claudio Scajola, delle due abitazioni di un generale della Gdf e del figlio di Angelo Balducci,
Sicuramente a Roma nella prima decade di luglio passavano in contemporanea babbo Natale, la Befana ed anche San Nicola con una gran messe di doni.
il 7 luglio 2004 infatti (il giorno dopo il rogito firmato dall’ex ministro Scajola) tali Maurizio De Carolis e Daniela Alberti vendono  un appartamento a Roma, in via Emanuele Gianturco 5, al 52enne spoletino, al prezzo totale di 390mila euro che viene saldato in due soluzioni: 150 mila l’anticipo, mentre altri 240 mila  versati entro e non oltre il 30 di luglio.
Guarda caso, proprio il 7 luglio l’architetto Zampolini si presenta nella solita filiale 582 della Deutsche Bank di Roma con 520 mila euro in contanti, chiedendo l’emissione di 52 assegni circolari, tutti da 10mila euro, intestati a Maurizio De Carolis, cioè il veditore del’appartamento.

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