Il piccolo Comune di Polino (Terni) nell’ambito di contratti di swap, potrebbe aver subito una truffa da parte di un istituto di credito e di due suoi funzionari.
Gli swap sono investimenti caratterizzati da alto rischio in quanto strettamente correlati all’oscillazione di parametri economici di riferimento che possono portare nel tempo sia a ingenti perdite che a consistenti guadagni.
La guardia di finanza di Terni ha sequestrato 24 mila euro presso la sede centrale di Roma di una banca in quanto tale somma è ritenuta pertinente al reato.
Dalle indagini della Procura di Terni sarebbe emerso che la banca quale ente, nella persona dei propri funzionari, nel proporre al Comune di Polino un contratto di swap nel 2005, per un importo nominale di oltre 500 mila euro, avrebbe nascosto e omesso di rappresentare l’esistenza di elevati indici di rischio insiti nel contratto, nonchè il sussistere di situazioni di conflitto di interessi.
Soprattutto – sempre secondo le accuse – avrebbe consapevolmente omesso di dichiarare al rappresentante del Comune la sussistenza di costi impliciti e /o invisibili che lo stesso comune avrebbe dovuto versare all’istituto di credito in caso di recesso immediato o anticipato dal contratto e comunque già insiti al momento della stipula stessa.
Tali costi impliciti – secondo gli inquirenti – costituirebbero insomma un indebito vantaggio delle banche e rappresenterebbero dei costi aggiuntivi che, qualora conosciuti all’atto della sottoscrizione dell’operazione finanziaria, potrebbero far venire meno la convenienza economica del contratto stesso determinandone la mancata sottoscrizione.
In tal senso i 24 mila euro sequestrati costituiscono l’ingiusto profitto della banca, in quanto costi impliciti al contratto sottoscritto dal Comune di Polino . Il reato contestato alla banca ed ai due funzionari è quello di truffa aggravata ai danni di enti pubblici.
Polino non è il solo Comune a trovarsi in questa situazione.
Solo in provincia di Terni la guardia di finanza ha in corso indagini su swap sottoscritti dai Comuni di Terni, Orvieto, Narni, Stroncone , Guardea, Alviano, Lugnano in Teverina, Avigliano umbro e Baschi, che complessivamente hanno sottoscritto contratti per valori nominali per importi estremamente elevati.
Il Comune di Terni ha sottoscritto 15 contratti di swap per un valore nominale di oltre 350 milioni di euro.
Contestualmente continuano le indagini anche per i profili di danno erariale di cui è competente la procura regionale della Corte dei conti di Perugia.
- Redazione
- 17 Maggio 2010









