Consiglio Comunale di Todi infuocato, ieri sera, sulla questione del termovalorizzatore. Molti i cittadini che assistono al dibattito. Il primo punto all’ordine del giorno è quello presentato dai Consiglieri di minoranza, per esprimere la contrarietà del Consiglio Comunale alla possibilità dell’insediamento del termovalorizzatore nel territorio del Comune di Todi. Questa l’ordine del giorno proposto: “Ipotesi di utilizzo del territorio del Comune di Todi o della Media Valle del Tevere per la installazione di un termovalorizzatore per lo smaltimento della parte residuale dei rifiuti prodotti nella Regione Umbria (prot. n. 33395/2023 del 27.10.23)”.
Dopo la lettura del testo dell’ordine del giorno, è seguita la proposta di emendamenti al testo da parte della maggioranza, che risulterà poi al momento della votazione, il casus belli che ha determinato lo scontro finale tra minoranza e maggioranza.
Ogni consigliere proponente l’ordine del giorno, argomenta le motivazioni per chiedere un voto del Consiglio contro l’installazione del termovalorizzatore nel comune di Todi. Tra le motivazioni rappresentate dai consiglieri di minoranza, ci sono quelle che un impianto di questo genere sia antieconomico e sovradimensionato rispetto alla quantità di produzione dei rifiuti della regione e che questo comporterebbe per i prossimi trent’anni di mantenere lo stesso livello di rifiuti, senza quindi incentivare la crescita della raccolta differenziata. Ma soprattutto che un impianto di tal genere, comprometterebbe la salute, l’ambiente, l’economia turistica e immobiliare di Todi.
A chiudere le motivazioni di voto, per la maggioranza, c’è quella del sindaco Ruggiano che spiega che la scelta della Regione di realizzare un termovalorizzatore è inevitabile, in quanto le discariche sono molto più inquinanti di un termovalorizzatore e che queste nel giro di 2-3 anni, nonostante gli ampliamenti, saranno piene e non sapremo più dove portare i rifiuti.
Poi il sindaco spiega che per l’individuazione del sito dove installare il termovalorizzatore, devono sussistere dei requisiti ben precisi: la vicinanza ad una grande centro urbano per ridurre i costi di trasporto dei rifiuti; la presenza di un’area industriale o di un’attività produttiva dismessa; la presenza di una viabilità stradale idonea. Tutte condizioni, secondo il sindaco, che rendono altamente improbabile la scelta di Todi. La scelta della collocazione, nei prossimi quattro mesi, verrà fatta innanzitutto sulla base delle manifestazioni di interesse che perverranno alla Regione.
Inoltre, Ruggiano spiega che la sua contrarietà alla mozione, deriva dal fatto che essendo lui anche presidente dell’Auri (autorità su rifiuti e idrico), il suo ruolo non gli consente di esprimere preclusioni all’installazione a Todi, piuttosto che in un altro territorio.
Si va quindi alla votazione finale dell’ordine del giorno, che ha causato, come accennato, lo scontro in Consiglio. La maggioranza avrebbe voluto approvare il testo modificato con i propri emendamenti, ma su questo c’è stata l’insurrezione della minoranza, che ha chiesto invece di votare il loro testo, visto che avevano respinto gli emendamenti che avrebbero stravolto il senso dell’ordine del giorno. Dopo una sospensione della seduta di quasi mezz’ora e dopo un apparente accordo tra le parti sulla modalità di voto, si è votato l’ordine del giorno con 5 voti favorevoli, 9 contrari e 0 astenuti. Quindi l’ordine del giorno della minoranza è stato respinto.
A questo punto però la maggioranza ha chiesto di votare un nuovo ordine del giorno, corrispondente agli emendamenti della maggioranza. Su questo però il consigliere Caprini ha ritenuto questa procedura non consentita, perché gli ordini del giorno, anche quelli urgenti, devono essere presentati almeno 48 ore prima della discussione in Consiglio. Il consigliere Pizzichini, che durante la sospensione aveva dato disponibilità a votarlo, ha detto che avrebbe partecipato al voto, ma non essendoci l’unanimità dei Consiglieri, la votazione non sarebbe comunque stata valida.
Dopo una ulteriore discussione, la maggioranza ha votato lo stesso il suo ordine del giorno, approvato con 9 voti a favore e 5 astenuti.
Quasi alle 01.00 di notte, dopo aver discusso gli altri punti all’ordine del giorno, la seduta è stata tolta.
Oggi alle ore 21.00 si terrà l’assemblea pubblica sul termovalorizzatore indetta dai consiglieri di minoranza, presso l’Hotel Europalace a Pian di Porto.










