Il quadro dell’offerta pubblica di servizi socio-educativi per l’infanzia evidenzia differenze territoriali ancora notevolissime.
Ma, dai dai Istat, risulta che, in termini di bambini iscritti su 100 residenti fra zero e due anni, i comuni del Centro superano la media del Nord- ovest (12,9%):
Nell’arco di cinque anni, si e’ registrato, infatti, un aumento considerevole dell’offerta, che ha portato l’indicatore di presa in carico al 14,0% nell’anno scolastico 2008/2009.
Se, in particolare, l’Emilia-Romagna conserva il primato per la diffusione degli asili nido, in termini sia di numerosita’ degli utenti (pari al 24,0% dei bambini tra zero e due anni), sia di percentuale di comuni in cui e’ presente il servizio (81,8% dei comuni, in cui risiede il 96,8% della popolazione), all’Umbria, insieme al Lazio, si attribuisce la gran parte dell’aumento che si è concentrato nel 2008 portando la regione ad avere uno dei piu’ alti indicatori di presa in carico (18,6%).
Dal punto di vista della presenza di un’offerta pubblica sul territorio, solo l’Emilia-Romagna supera l’80% di comuni coperti dal servizio, ma diverse regioni settentrionali hanno percentuali comprese fra il 60% e l’80% (Valle D’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Toscana).
La Lombardia, l’Umbria, le Marche e la Provincia di Trento hanno percentuali comprese fra il 40% e il 60%, ma il dato è fortemente influenzato dalla dimensione e dalla numerosià di piccoli comuni.
- Redazione
- 15 Giugno 2010








