Entrambe le persone al centro della attuale cronaca nera in Umbria, si dichiarano, tramite i loro legali innocenti.
Da un lato uno dei due difensori dell’ex marito della donna russa trovata morta alla fermata dell’autobus a Perugia ritiene che «Il quadro indiziario emerso contro Dante Brunetti non giustifica la misura cautelare in carcere, la difesa non condivide la convalida del fermo di polizia giudiziaria e per questo domani (oggi- ndr) presenteremo il nostro ricorso al tribunale del Riesame»
«Brunetti è assolutamente innocente – ha detto il suo legale – ed estraneo ad ogni addebito. Nonostante ciò è stato catapultato nella dura realtà carceraria, è disperato e sbigottito».
«Tra Brunetti e la vittima – ha concluso il legale – dopo la separazione chiesta dal mio cliente ci sono stati solo sporadici incontri».
Anche uno dei difensori di don Pierino Gelmini, ha commentato la decisione del gup di Terni “Ritenevamo che dovesse essere pronunciata una sentenza di proscioglimento perchè manca la prova certa per dimostrare la sua responsabilità”.
I legali del sacerdote hanno concluso in maniera solo formale la loro difesa, come chiesto dal loro assistito. Questo si è sempre proclamato estraneo agli addebiti e per meglio potersi difendere ha chiesto e ottenuto di essere ridotto allo stato laicale.
Il legale si è comunque detto certo che il processo porterà all’assoluzione del sacerdote. «L’unica fonte di prova dell’accusa – ha detto – è costituita dalle dichiarazioni delle persone offese. Ricostruzioni che però si caratterizzano per una enorme serie di contraddizioni ma anche e soprattutto per continue ritrattazioni. Circostanza, questa, che non può che condurre in dibattimento, la sede effettiva della difesa, ad un’assoluzione piena di don Pierino Gelmini».
Don Pierini ha avuto anche la solidarietà del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi «La testimonianza di decine di migliaia di giovani e delle loro famiglie e una vita spesa per salvare migliaia di ragazzi dall’incubo della droga non sono stati sufficienti per la giustizia italiana di fronte ad accuse di molestie sessuali mosse a Don Gelmini, che la stessa Procura di Perugia aveva, a suo tempo, archiviate».
Da un lato uno dei due difensori dell’ex marito della donna russa trovata morta alla fermata dell’autobus a Perugia ritiene che «Il quadro indiziario emerso contro Dante Brunetti non giustifica la misura cautelare in carcere, la difesa non condivide la convalida del fermo di polizia giudiziaria e per questo domani (oggi- ndr) presenteremo il nostro ricorso al tribunale del Riesame»
«Brunetti è assolutamente innocente – ha detto il suo legale – ed estraneo ad ogni addebito. Nonostante ciò è stato catapultato nella dura realtà carceraria, è disperato e sbigottito».
«Tra Brunetti e la vittima – ha concluso il legale – dopo la separazione chiesta dal mio cliente ci sono stati solo sporadici incontri».
Anche uno dei difensori di don Pierino Gelmini, ha commentato la decisione del gup di Terni “Ritenevamo che dovesse essere pronunciata una sentenza di proscioglimento perchè manca la prova certa per dimostrare la sua responsabilità”.
I legali del sacerdote hanno concluso in maniera solo formale la loro difesa, come chiesto dal loro assistito. Questo si è sempre proclamato estraneo agli addebiti e per meglio potersi difendere ha chiesto e ottenuto di essere ridotto allo stato laicale.
Il legale si è comunque detto certo che il processo porterà all’assoluzione del sacerdote. «L’unica fonte di prova dell’accusa – ha detto – è costituita dalle dichiarazioni delle persone offese. Ricostruzioni che però si caratterizzano per una enorme serie di contraddizioni ma anche e soprattutto per continue ritrattazioni. Circostanza, questa, che non può che condurre in dibattimento, la sede effettiva della difesa, ad un’assoluzione piena di don Pierino Gelmini».
Don Pierini ha avuto anche la solidarietà del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi «La testimonianza di decine di migliaia di giovani e delle loro famiglie e una vita spesa per salvare migliaia di ragazzi dall’incubo della droga non sono stati sufficienti per la giustizia italiana di fronte ad accuse di molestie sessuali mosse a Don Gelmini, che la stessa Procura di Perugia aveva, a suo tempo, archiviate».








