Il capogruppo Pd nel Consiglio Regionale dell'Umbria apprezza le dichiarazioni del governatore leghista Zaia e sottolinea che lo Stato ha aumentato la spesa di quasi il 30%, mentre le Province ed i Comuni del solo 8% nell'ultimo quinquennio
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Il presidente del Veneto Zaia ha fatto, in merito alla “manovra” del Governo quello che appare un sincero appello ad una moderazione e ad un equilibrio nel procedere in una operazione che, se non corretta, potrebbe portare ad un crollo della qualita’ e quantita’ dei servizi: trasporti pubblici, scuola, sostegno alle famiglie e al sociale.
Basandosi su questa affermazione, il capogruppo Pd in Consiglio Regionale dell’Umbria,  Renato Locchi, si chiede “Com’e’ possibile pensare che da un’ulteriore razionalizzazione della Regione e delle sue strutture, a cui peraltro non ci sottraiamo, l’Umbria possa rimpiazzare i 240 mln di euro che la manovra del Governo tagliera’ nei prossimi due anni? Chi da’ fiato a questa filastrocca e’ certamente in malafede”.
L’esponente del Pd si è rivolto anche alla portavoce del centrodestra in Consiglio regionale Fiammetta Modena. ”Ogni giorno non manca di fare facile demagogia sui costi delle pubbliche amministrazioni, supportata anche dalla senatrice Ada Spadoni Urbani.
Mi viene da rispondere – ha aggiunto – con le cifre della Corte dei Conti sugli aumenti della spesa pubblica nell’ultimo quinquennio.
I dati, incontrovertibili, ci dicono che Comuni e Province dal 2004 al 2009 hanno incrementato le proprie spese di circa l’8%, mentre lo Stato centrale e i suoi mille apparati hanno aumentato il proprio costo di funzionamento addirittura del 29,9%.
Un noto adagio dice "hai voluto la bicicletta (federalismo-ndr) ed adesso pedala" ma qui chiedono di pedalare senza aver dato la biciletta che è pronta con le ruote sgonfie.

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