Come ai tempi di Chernobyl si torna a temere il vento che viene dall’est.
Il fumo degli incendi di foreste e torbiere che stanno devastando gran parte della Russia europea, estendendosi per 3000 km dagli Urali alle frontiere occidentali del Paese, hanno raggiunto la stratosfera a 12 km di altitudine, secondo i dati forniti dai satelliti della Nasa: Terra e Aqua.
C’è anche il rischio che bruci la vegetazione intorno alla distrutta centrale atomica ed allora il fumo porterebbe con sé anche le particelle atomiche che le piante hanno assorbito dopo l’esplosione.
La Nasa avverte «A questa altitudine, il fumo può diffondersi a grande velocità, deteriorando la qualità dell’aria lontano dai focolai d’incendio. I pirocumuli e il fumo nella stratosfera testimoniano la grande intensità dei roghi»
Solo i vulcani di norma sono in grado di mandare il fumo a questa altitudine, secondo la Nasa. Gli incendi delle foreste nella regione russa di Riazan – una delle più colpite insieme a quella di Mosca, Voronezh e Nizhni Novgorod – hanno già causato l’apparizione di pirocumuli, nuvole che si formano generalmente sopra fonti di calore intenso come i vulcani.
Secondo gli ultimi dati, gli incendi sono circa 560, in 22 delle 83 regioni russe. Una quarantina si sono sviluppati nelle torbiere, di cui 27 nella sola regione di Mosca.
- Redazione
- 9 Agosto 2010











