L’assessore provinciale al Lavoro, Formazione e Istruzione della Provincia di Perugia, Giuliano Granocchia, ha confermato che «le risorse assegnateci dal governo per i corsi in obbligo scolastico sul canale della formazione per l’anno 2010-2011 sono nettamente inferiori a quelle dell’anno precedente e fortemente insufficienti per dare una risposta concreta alle tante famiglie e ai tanti ragazzi che ne dovrebbero essere i beneficiari».
«Per comprendere la gravità della situazione -ha sottolineato- basta ricordare che l’ammontare delle risorse di quest’anno per le Province di Perugia e Terni sono pari a quelle che erano state assegnate alla sola Provincia di Perugia nel precedente anno.
Il meccanismo di programmazione annuale di queste risorse rendeva già difficile la programmazione di questi percorsi formativi che hanno una durata triennale. Oggi a questo problema -ha aggiunto- si risponde con un taglio delle risorse».
«Le scelte del governo su questo fronte -ha proseguito- ci parlano ancora una volta di un atteggiamento che colpisce il diritto allo studio e alla formazione di tutte quelle ragazze e quei ragazzi che, uscendo dalla scuola media, potrebbero assolvere l’obbligo d’istruzione nei percorsi sperimentali triennali d’istruzione e di formazione professionale».
Nella quasi totalità dei casi di coloro che si rivolgono a questa possibilità -ha continuato Granocchia- per l’assolvimento dell’obbligo scolastico, si tratta di studenti appartenenti a famiglie oltremodo disagiate, deboli socialmente ed economicamente: per queste ragazze e questi ragazzi essa resta una risposta importante per poter accedere a una base di istruzione e di educazione dignitose o a una formazione professionalizzante». «Con la programmazione e gli sforzi che Regione e Provincia di Perugia hanno compiuto in questi anni -ha rimarcato Granocchia- si è provveduto a colmare il divario nella qualità dell’offerta formativa di questo doppio canale, cercando, da una parte, di evitare dispersione scolastica e abbandono dei percorsi di istruzione nell’età dell’obbligo per centinaia e centinaia di studenti e, dall’altra, di offrire alternative formative di qualità con il sistema dell’accreditamento, del controllo degli enti di formazione e della verifica puntuale degli strumenti, degli interventi e degli esiti».
«Lo stesso aumento di anno in anno del numero dei minori che ricorrono a questo canale -ha ricordato Granocchia- ci parla di una riduzione drastica delle possibilità del sistema scolastico di poter evitare abbandoni e di poter garantire a tutte e a tutti il diritto allo studio: i tagli degli insegnanti di sostegno, la riduzione del tempo-scuola, la discontinuità didattica dovuta ai tagli si abbattono prevalentemente e nell’immediato nei confronti dei soggetti più deboli e marginali prefigurando spesso una situazione di una vera e propria scuola di classe».








