La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, concludendo a Perugia il convegno “Incentivazione e politiche regionali sulle agroenergie”, secondo appuntamento seminariale (il primo si era tenuto l’8 settembre alla Rocca di Casalina), promosso dalla Cia, Confederazione Italiana Agricoltori dell’Umbria sul tema “Il biogas in agricoltura”, ha dichiarato che “l’Umbria scommette in pieno sulle sviluppo delle agroenergie, sostenendone la diffusione e favorendo la ricerca e gli investimenti sulle tecnologie dipendenti dalle fonti rinnovabili”.
Sottolineando la necessita’ di disciplinare con chiarezza, riconducendoli a sistema, i molteplici aspetti della “lunga filiera agroenergetica”, Catiuscia Marini ha annunciato che la Regione stia mettendo a punto un “Bando per la Filiera Energetica” ed una normativa, capace di rispondere alle numerose sollecitazioni da parte delle imprese agricole, sul modo di considerare il “digestato” (prodotto della ”digestione anaerobica” e utilizzabile come fertilizzante biologico), sul quale esistono difformita’ d’interpretazione (rifiuto, sottoprodotto o refluo zootecnico), determinate da una non sufficientemente chiara normativa europea e nazionale.
La giornata si era aperta con l’intervento del Presidente della CIA dell’Umbria Domenico Brugnoni. «Il settore delle agroenergie – ha affermato Brugnoni – rappresenta un’opportunità unica per l’agricoltura, sia dal punto di vista ambientale che economico».
E’ stata poi la volta degli interventi tecnici, primo fra tutti quello del prof. Angelo Frascarelli, docente della facoltà di Agraria dell’Università di Perugia e Direttore del CeSAR, che ha illustrato come, oggi più che mai, il biogas sia tra le più interessanti energie rinnovabili anche dal punto di vista della redditività: un impianto da 999 kW assicura un reddito netto di oltre 600 mila euro l’anno oppure può garantire un ricavo di 4 mila euro per un ettaro di mais.
Si è parlato anche di digestato, cioè del materiale che esce da un impianto a biogas, da considerare tutt’altro che un rifiuto: «si tratta infatti – dichiara Viller Boicelli del Consorzio Italiano Biogas – di un prodotto con un elevatissimo contenuto di azoto organico, in grado di essere utilizzato dalle aziende agricole per la fertilizzazione dei suoli».
Di grande rilievo la relazione di Marino Berton, Presidente AIEL, che ha fornito spunti molto importanti per capire come la produzione di biogas possa essere strategica per le imprese agricole: entro il 2020 il biogas potrebbe diventare l’energia rinnovabile più utilizzata (seconda solo all’idroelettrico); è infatti l’unica fonte rinnovabile non dipendente dalla presenza del sole o del vento ed è quindi del tutto programmabile.
Dopo il Prof. Francesco Pennacchi, Preside della facoltà di Agraria, sono intervenuti alcuni amministratori locali che hanno testimoniato la volontà degli enti pubblici di sostenere al massimo la diffusione delle energie alternative.
Il Vice Sindaco di Marsciano Virgilio Lipparoni ha affermato come anche il suo Comune, spesso sulla cronaca per le questioni legate al biodigestore, si stia impegnando a favorire lo sviluppo sostenibile del territorio, mantenendo e valorizzando il patrimonio costituito dalle aziende suinicole che vi operano.
- Redazione
- 18 Settembre 2010








