Ieri sono state ricordate le vittime causate dall’epidemia di una malattia allora sconosciuta, che ha portato al decesso di centinaia di cittadini umbri
covid dottore

Ieri, 18 marzo, si è celebrata la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus, istituita con la legge n. 35 del 2021. Anche in Umbria il Covid 19 ha portato alla morte centinaia di persone (uno degli ultimi dati delle statistiche elaborate allora dalla Regione, a marzo 2022, quindi verso la fine della pandemia, contava oltre 1.800 morti per covid), con intere famiglie annientate dal virus, che soprattutto nella prima fase non si sapeva come andava affrontato e con un sistema sanitario insufficiente ad accogliere tante persone nelle poche terapie intensive disponibili.

La Presidente della Regione, Stefania Proietti, ha voluto ricordare la giornata sottolineando come il dolore di quegli anni si traduca in impegno concreto per il futuro: “Oggi il nostro pensiero va a tutte le vittime del Covid-19, alle loro famiglie, alle infinite sofferenze e paure che hanno vissuto, che rappresentano una cicatrice sull’anima che anche noi amministratori ci porteremo sempre sento. Il nostro pensiero va anche ai medici, agli infermieri, al personale sanitario, ai volontari a tutti coloro che, in quei giorni drammatici, hanno svolto il loro lavoro con coraggio, dedizione e professionalità fino a rischiare e, in taluni casi, a perdere la vita. Questa giornata nazionale è anche un richiamo alla responsabilità collettiva: dobbiamo trarre insegnamento da quella tragedia e rispondere alle emergenze con rapidità ed efficienza organizzativa, come seppe fare il nostro sistema sanitario pubblico.” 

“Abbiamo visto la forza delle nostre comunità, la capacità di unirsi nella sofferenza e nella speranza. Oggi abbiamo il dovere di trasformare quella solidarietà in scelte lungimiranti, rafforzando il diritto alla salute come pilastro della nostra società. Stiamo investendo nella medicina territoriale, nell’innovazione, nella prevenzione, per non farci mai più trovare impreparati. In Umbria, come nel resto d’Italia, il Covid ha messo alla prova la tenuta sociale ed economica dei territori e soprattutto le persone, in particolare i nostri bambini, i nostri giovani, gli anziani, i fragili. Oggi vogliamo trasformare il ricordo dell’impegno collettivo, dei professionisti sanitari e dei cittadini, in un’azione quotidiana e positiva per costruire una sanità che metta sempre al centro la persona. Dobbiamo essere custodi di questa memoria, trasformandola in impegno di speranza per un futuro più giusto, più sicuro e più umano.”

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