A capo del gruppo di studio che ha fatto l’importante scoperta, pubblicata il 30 agosto scorso sull’Annals of the Rheumatic diseases, è un ricercatore italiano, il dottor Marco Matucci Cerinic, dell’Università di Firenze, esponente di spicco della reumatologia italiana e internazionale.
Attualmente le cause della sclerodermia sono ignote, non si tratta infatti di una malattia ereditaria, ed esistono solo trattamenti sintomatici, volti a ridurre il rischio di infezioni il dolore ed ora anche la formazione di nuove ulcere.
"Nello studio – racconta il prof. Matucci alla testata on line O.Ma.R – Osservatorio Malattie Rare – sono state coinvolte quattro università italiane, quella di Firenze, quella di Modena, La Sapienza di Roma e la Statale di Milano e i risultati che abbiamo avuto confermano che l’uso di questo farmaco riduce la formazione di nuove ulcere sulla pelle dei malati".
Lo studio, chiamato RAPIDS-2, un randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo, ha coinvolto 41 centri in Europa e Nord America, per un totale di 188 pazienti.
Ci sono pazienti nei quali c’è un più forte interessamento degli organi interni, e su questi problemi l’impiego del farmaco non ha effetto, ma la maggior parte dei malati ha comunque una manifestazione a livello dell’epidermide anche se ci sono casi in cui le ulcere compaiono in numero limitato e circoscritte ad alcune zone ed altri in cui invece la pelle è colpita in maniera più forte ed estesa. In ogni caso limitare l’insorgenza di queste ulcere, anche se il farmaco non ha dimostrato di poter guarire quelle esistenti, avrà certamente un impatto positivo sulla vita dei pazienti".








