I carabinieri della compagnia di Gubbio ritengono di aver interrotto due canali di approvvigionamento di droga, uno gestito da napoletani e l’altro da albanesi, da cui si sarebbero riforniti gli spacciatori eugubini. Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati circa 150 grammi di cocaina.
L’operazione, iniziata nel dicembre scorso, ha visto arrestate 15 persone in totale .
In particolare sei arresti sono stati eseguiti nel corso delle indagini mentre i restanti nove sono delle ultime ore .
Le indagini hanno appurato che i pusher eugubini, sette in tutto, due arrestati con l’operazione e gli altri cinque nei mesi scorsi, tutti giovani e tutti con precedenti penali, hanno comprato cocaina sia dai napoletani che dagli albanesi.
In un primo momento, gli eugubini si approvvigionavano dai tre napoletani, ma poi, a causa di un debito che non riuscivano a saldare, si sono rivolti a degli albanesi residenti a Gualdo Tadino.
I pusher umbri, erano ricorsi al cambio di fornitore in quanto avevano maturato degli ingenti debiti con i loro fornitori napoletani perchè stoccavano lo stupefacente in dei container nei loro luoghi di lavoro, ed, in più di un’occasione, la droga si era deteriorata. Una volta, di 200 grammi di cocaina acquistati dai napoletani, i pusher eugubini ne hanno recuperata solo 20 grammi.
A causa dei debiti, i napoletani sono arrivati a minacciare gli eugubini, per questo su di loro pende anche l’accusa di estorsione, ed in più di un’occasione, hanno chiesto e ottenuto motocicli e camion come contropartita per la droga ceduta.
I napoletani avevano anche intenzione di passare dalle parole ai fatti, ma non si è fatto nulla perchè non c’è stato l’accordo economico gli uomini che avrebbero dovuto fare il lavoro sporco.






