Già 600 quelle che sono state svuotate, igienizzate e georeferenziate per pianificare meglio gli interventi futuri; un lavoro poco visibile ma che risponde anche ad un'esigenza di prevenzione dei rischi idrogeologici
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Non si tratta di una di quelle opere pubbliche che prevedono il taglio del nastro magari a favore delle telecamere televisive ma sulla necessità ed utilità dell’intervento non si discute. Il riferimento è al progetto promosso dall’Amministrazione comunale di Deruta che ha chiesto alla SIA, la Società di Igiene Ambientale, di provvedere alla ripulitura e geolocalizzare tutte le caditoie presenti sul territorio.
Alla fine della scorsa settimana erano già 600 le forazze già svuotate e lavate, rispondendo ad esigenze igienico-sanitarie, incluse quelle per la prevenzione delle zanzare ed altri parassiti dannosi per l’uomo.
Il numero complessivo delle caditoie non si conosce con precisione: lo si potrà sapere soltanto al termine di questa operazione che è anche di censimento, così da poter avviare anche una pianificazione degli interventi futuri.
“Non meno importante – spiega il Sindaco di Deruta Michele Toniaccini – è l’attività di prevenzione dai rischi idrogeologici, vista l’importanza che una corretta regimentazione e deflusso delle acque è fondamentale per evitare frane e smottamenti anche in ambiente urbano, come dimostra la storia della città della ceramica”.
In parallelo a questa operazione, prosegue il piano di interventi per la mitigazione del rischio di dissesti dei versanti sottostanti il centro storico, grazie a risorse intercettate per circa 900 mila euro, parte già utilizzate e parte ancora da investire per consolidare le aree individuate come prioritarie di attenzione.

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