Molti pazienti umbri intervistati, per una indagine condotta per la MSD dalla Doxapharma,  non sono sicuri di assumere correttamente il farmaco.
asma

Anche in Umbria l’asma sta cambiando volto. Cambia volto ma anche obiettivi: colpisce sempre più – e questa è una sorpresa – le persone fra i 30 e i 40 anni. Si nasconde dietro un raffreddore allergico apparentemente banale e, all’improvviso, è ”fame d’aria”.
Sarà l’età ma i pazienti hanno poca pazienza, culto della fretta e  della tecnologia. E’ una generazione di asmatici che si cura solo "al bisogno". E così facendo, si mette in guai che possono essere anche molto seri.
È questo il ritratto della “generazione X” che emerge da un’indagine condotta per la MSD dalla Doxapharma su un campione significativo di pazienti asmatici di età media di 32 anni e mezzo su tutto il territorio nazionale.
La ‘generazione x’ di asmatici in Umbria: mediamente ha intorno ai trent’anni, soffre di asma lieve e moderata e, quasi in un terzo dei casi, i problemi di asma si affacciano frequentemente, addirittura a volte molto frequentemente.
L’83% di loro soffre di asma da più di 5 anni e tra i sintomi con i quali devono fare i conti ci sono soprattutto sibili (50%), oppressione al torace (29%), raffreddori di lunga durata (17%), tosse (46%) e tosse notturna (58%).
L’asma limita le normali attività quotidiane nel 58% dei casi e nel 58% disturba, più o meno spesso, il sonno.
Attribuiscono l’asma soprattutto a fenomeni allergici (polveri, pollini, alimenti,ecc.) ma è interessante quell’8% che lega la propria asma a fattori nervosi.
 Vorrebbero una terapia che garantisca al tempo stesso efficacia, minori effetti collaterali e anche maggiore comodità d’uso dell’inalatore in una sorta di circolo dove il rapporto con la patologia, comunque discreto, peggiora quando il paziente non è controllato e/o ha difficoltà ad utilizzare l’inalatore.
Basti pensare che dall’indagine emerge che molti pazienti umbri intervistati non sono sicuri di assumere correttamente il farmaco.
Fortunatamente è arrivato in Italia un farmaco, il mometasone furoato in un nuovo erogatore il quale, grazie al sapore che permette al paziente di avere la certezza di aver assunto la dose, al contatore che rende possibile tenere sotto controllo la quantità di farmaco ancora a  disposizione, e non richiedendo né il distanziatore né altri strumenti diversi da quelli già forniti nella confezione, consente di rispondere alla richiesta di comodità e semplicità d’uso.

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