Gli agenti hanno bloccato i due indagati, che avevano truffato e malmenato due sorelle a Cesena, causando loro lesioni serie  superiori a 30 giorni di prognosi
Polizia Stradale Todi

Due soggetti che avevano compiuto una rapina, originata dalla truffa del ‘finto carabiniere’, a Cesena, sono stati  bloccati e arrestati dagli agenti della Polizia Stradale di Todi, coordinati dal comandante Valter Gramaccia. I due sono stati intercettati lo stesso giorno dei fatti – il 17 novembre – a Pantalla di Todi, lungo la superstrada E45.

I truffatori avrebbero raggiunto l’abitazione di due giovani sorelle cesenati, tentando il raggiro – il pretesto era la verifica delle loro auto con cui erano stati compiuti fantomatici reati – per farsi consegnare quanto di valore presente in casa: denaro, preziosi e numerose sterline in oro. Le due sorelle però, che inizialmente avevano acconsentito alle richieste, ad un certo punto si sono insospettite anche in ragione dei modi frettolosi dei ‘carabinieri’, rifiutandosi di consegnare il materiale. Da qui la reazione violenta dei malviventi che le hanno spintonate, prese a pugni e strattonate.

Una delle due giovani è anche riuscita a liberarsi e a chiedere aiuto dalla finestra ma, nella concitazione del momento, è caduta dal primo piano riportando lesioni serie. I due finti carabinieri a quel punto sono fuggiti, ma un passante, richiamato dalle urla, li ha ripresi con uno smartphone e ha chiamato il 112. I Carabinieri, giunti sul luogo dei fatti, hanno ricostruito il tragitto che i due stavano percorrendo per allontanarsi dalla Romagna e hanno allertato tutte le forze dell’ordine.

La fine della corsa per i malviventi è scattata a Pantalla ad opera di due pattuglie della Stradale di Todi che, nonostante il loro tentativo di uscire dalla superstrada e abbandonare il veicolo, hanno accerchiato e quindi bloccato i due. Nell’auto è stato rinvenuto ancora tutto il bottino, poi riconosciuto dalle vittime a cui è stato restituito. A seguito delle indagini, entrambi sono stati sottoposti a fermo e inizialmente associati al carcere di Spoleto. Successivamente si sono visti applicare dal gip gli arresti domiciliari. Le due sorelle hanno riportato lesioni serie, giudicate guaribili con prognosi superiori ai trenta giorni.

condividi su: