Il "Godo" sbarca a Todi. Godo sta per Gruppo Organizzato Domanda Offerta e consiste nel nuovo modo di fare la spesa che da diversi anni l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica propone ai suoi soci. Dopo Perugia, Terni, Foligno e altre città dell’Umbria, anche Todi avrà dunque il suo gruppo d’acquisto di prodotti bio: partirà a gennaio e sarà presentato venerdì 17 dicembre alle ore 18 presso il salone posto all’ingresso dell’Istituto Agrario di Todi.
La campagna Godo promuove un modello di consumo responsabile basato su territorialità, stagionalità, visibilità di chi produce e scambio senza intermediazione, per avere prodotti sani e buoni a prezzi equi, per chi li vende e per chi li compra. Produttori biologici e cittadini consumatori responsabili hanno infatti obiettivi comuni che impongono di trovare insieme nuove forme di incontro, scambio e collaborazione.
Con la vendita diretta promossa da Aiab cambiano i ruoli: il produttore è di nuovo protagonista e ci mette la faccia, il consumatore sa tutto di ciò che mette in tavola. E poi fare la spesa bio con l’associazione, a fronte di una quota annuale di 20 euro, diventa estremamente semplice: da casa o dall’ufficio, comodamente seduti davanti al computer, ci si collega al sito www.aiabumbria.com, si accede alla sezione dedicata al Godo e si consulta il listino che ogni settimana viene aggiornato.
I prodotti sono circa 300: quelli freschi come frutta, verdura e formaggi e poi cereali, legumi, confetture, cosmetici, pasta, detersivi alla spina, prodotti del commercio equo e solidale, tutti certificati e provenienti prevalentemente dall’Umbria. Sul documento, che va scaricato, compilato e inviato via e-mail, si possono consultare i prezzi, i formati disponibili e il nome dell’azienda produttrice.
A partire da gennaio, come detto, anche Todi avrà il suo punto di distribuzione presso la sede dell’Istituto Agrario di Todi e sarà lì che ogni settimana avverrà il ritiro della spesa bio.
Negli ultimi 18 mesi l’Aiab ha consegnato alle oltre 250 famiglie associate 60 tonnellate di ortofrutta, 4mila litri di vino, 4 tonnellate di formaggio e tanti altri prodotti per un valore totale di 174mila euro corrispondente ad una spesa media dei consumatori di circa 37 euro. La vendita diretta permette di tenere prezzi bassi e di riconoscere al produttore l’80 per cento del guadagno: in questo modo anche piccole realtà locali conservano la possibilità di continuare a produrre.
- Alessia Ciancaleoni Bartoli
- 9 Dicembre 2010










