L'ottavo rapporto 'Quars' di "Sbilanciamoci" colloca, per il 2010, l'Umbria al sesto posto fra le regioni Italiane; ma a novembre la cassa integrazione ha avuto nella regione l'incremento maggiore d'Italia e per il 2011 i " tagli" che aspettano i cittadini umbri sono i quarti più alti d'Italia
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Anche l’agenzia ‘Sbilanciamoci!’ presenta l’ottavo rapporto ‘Quars’, che fotografa come si vive nelle venti regioni italiane .
Dalla ricerca relativa al 2010 emerge un dato importante: l’Umbria si piazza al sesto posto, con valori elevati per tutti i 41 indicatori presi in considerazione dallo studio, e le regioni dell’Italia di mezzo scalano la classifica rispetto agli anni precedenti, con la Toscana al terzo posto e le Marche al settimo.

Lo ha fatto notare l’assessore regionale Stefano Vinti che ha pure messo in evidenza come l’indice”non prende in considerazione soltanto elementi economici, come il prodotto interno lordo regionale o meri aspetti quantitativi che danno un’idea semplicemente produttivistica dello sviluppo (come il numero di auto, cellulari o conti correnti bancari per abitante), ma aspetti sostanziali della qualita’ della vita e dell’ambiente che alludono a un’idea di benessere economico e di sviluppo fondati su valori quali la solidarieta’ e le pari opportunita’, il rispetto dell’ambiente e la promozione della cittadinanza, il welfare pubblico e un’economia diversa.” 
"Le sette dimensioni prese in considerazione dal rapporto ‘Quars’ – spiega Vinti -: ambiente, economia e lavoro, diritti e cittadinanza, pari opportunita’, istruzione e cultura, salute e partecipazione, parlano di uno sviluppo locale a misura di cittadino, compatibile con l’ambiente, capace di salvaguardare i diritti e la qualita’ della vita.

Queste le buone notizie, il su, ma c’è anche il giù.
”A novembre 2010 l’incremento delle ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) autorizzate in Umbria rispetto allo stesso mese del 2009 e’ stato pari al 103,73%, il dato in assoluto piu’ alto tra tutte le regioni italiane.
In questo modo l’Umbria – sottolinea il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi – scavalca anche l’Emilia Romagna e si aggiudica il primato"’.
Dai dati dell’osservatorio Cgil per il mese di novembre emerge anche che l’incremento della cassa integrazione in Umbria e’ stato di 9.502 ore, dato in linea o addirittura superiore a quelli di regioni molto piu’ grandi come il Lazio (10.531), la Campania (10.314), la Sicilia (6.434), la Sardegna (3.378), la Liguria (2.643).
Per quanto riguarda invece i lavoratori coinvolti mediamente dalla cassa integrazione nel periodo gennaio-novembre questi sono stati 1.139mila in Italia e 19.044 in Umbria, di cui 9.522 a zero ore.

Un altro giù si prospetta per il 2011.
Per  il prossimo anno, i sacrifici richiesti alle Autonomie locali (ovvero Regioni, Province e Comuni con più di 5.000 abitanti) ammonteranno a 6,3 mld di €", secondo uno studio della Cgia di Mestre.
I più colpiti saranno i cittadini delle piccole realtà regionali, mentre i cittadini delle Regioni a Statuto Speciale, ad esclusione dei valdostani, risulteranno essere i meno penalizzati.
Perciò, in termini procapite, i tagli più consistenti li subiranno gli Enti della Basilicata (191 €), della Valle d’Aosta (190 €) e del Molise (177 €).
Seguono l’Umbria (142 €), l’Abruzzo (131 €) e di seguito tutte le altre.
In fondo a questa speciale classifica troviamo al terzultimo posto la Sicilia (con 80 euro di tagli procapite), al penultimo posto la Sardegna (70 euro) e, posizionato nell’ultimo gradino della graduatoria, il Friuli V.G (63 euro).
Tra gli Enti locali e le Regioni, saranno queste ultime a subire gli effetti più pesanti, con una riduzione dei trasferimenti dallo Stato centrale pari a 4,5 mld di euro. Ai Comuni con più di 5.000 abitanti, i sacrifici richiesti si attesteranno su 1,5 mld di euro, mentre le Province dovranno “rinunciare” a 300 milioni".

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