Meno 6,2 % dipendenti e + 11,5% liberi professionisti (?) lavorano nelle aziende commerciali
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La “malattia”, spesso contrabbandata per modernità, delle “partite Iva” al posto di dipendenti non scherza neppure in Umbria.
Il 2010 e’ stato un anno molto duro per l’occupazione umbra ed il terziario ha ceduto molta occupazione sul mercato con una variazione annua del -6,2% del settore nella componente dipendente, mentre ha continuato a salire (+11,5%) la componente indipendente.
E’ di questa forma poco garantista, che molti devono accettare pur di lavorare, che si sono avvalse  in Umbria la gran parte di quel 19% di imprese che  hanno dichiarato di aver effettuato inserimenti di personale nel 2010.
B
en pochi, nell’indagine di Confcommercio, ammettono tuttavia che il risparmio sul personale è stata l’arma principale per restare sul mercato. Per rimanere competitivi: il 37% (era il 22% l’anno scorso) ha puntato su un maggior assortimento ed una diversificazione della merce venduta, il 26% su azioni di fidelizzazione della clientela, di customer satisfaction e sulla qualita’, il 23% su piu’ puntuali politiche di marketing e di vendita e sulla riqualificazione degli addetti – piu’ del doppio rispetto al 2009 – un significativo 11% (in salita rispetto all’8% del 2009) sugli investimenti tecnologici o bioenergetici.

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