Un laureando 26enne in giurisprudenza, abruzzese ed incensurato, aveva messo su un bel commercio di marijuana.
Al momento della sorpresa della Polizia è stato trovato in possesso di 2,5 chili di marijuana e di tutto l’occorrente per confezionarla e venderla, ma nel corso degli appostamenti gli uomini dalla quinta sezione della squadra mobile della questura di Perugia hanno notato che un giovane si recava a fare rifornimento con un bel borsone, vuoto all’uscita dell’abitazione Madonna Alta del capoluogo dell’Umbria e pieno al rientro.
Che di “roba” in quell’appartamento ce ne fosse molta lo conferma il fatto che la prima cliente uscita è stata trovata con 100 grammi di marijuana.
Così sono stati arrestati in tre: l’affittuario dell’appartamento, carcere convalidato, il fratello di questi ed il ragazzo del borsone.
Questi ultimi due tuttavia sono poi stati rimessi in libertà .
Intanto tre nigeriani, due dei quali residenti rispettivamente a Perugia e a Padova, ed uno, appena giunto dal Paese d’origine all’aeroporto di Malpensa sono stati arrestati dalla II sezione della Squadra Mobile della Questura di Perugia con l’ausilio dei colleghi delle altre regioni.
E’ questo un ulteriore sviluppo dell’operazione Termophili con cui il 27 novembre erano stati fermati 18 maghrebini clandestini attraverso la modalita’ dell’arresto differito, per arrivare alla contestazione dello spaccio continuato punibile con pene fino a 12 anni,
Il nigeriano residente a Perugia era il broker, specializzato nel far arrivare la sostanza sul mercato del capoluogo umbro, nelle quali teneva le fila di numerosi spacciatori al minuto a cui distribuiva i carichi provenienti dal connazionale residente a Padova che, una volta ricevuto il carico ne dirottava parte sul perugino parte al Nord.
A portare la droga in Italia, un ”ingoiatore’ 33enne il quale ha retto un carico di 1,2 kg di cocaina purissima ma solo fino all’aeroporto poi ha fatto l’uovo o meglio tre ovuli







