Un possibile caso di malasanità, forse anche italo-tedesca, dietro la morte “ritardata” delll’albergatore orvietano di quarantadue anni, deceduto martedì notte cadendo da una delle finestre del secondo piano del suo albergo nel centro storico.
In un primo momento era stata avanzata l’ipotesi del suicidio sotto gli occhi della moglie rimasta in strada a scaricare bagagli al rientro, in piena notte, da un lungo viaggio col marito.
Ma la Procura di Orvieto non ha sposato questa tesi ed indaga a 360 gradi in attesa degli esiti dell’autopsia, per cui bisognerà attendere che sia almeno passato il Natale.
Tra le questioni da accertare anche le eventuali conseguenze di due cadute dell’imprenditore negli ultimi giorni: prima in Germania dove ha battuto la testa scivolando su una lastra di ghiaccio e poi a Como dove sarebbe addirittura finito nelle acque del lago.
Per i medici comaschi del pronto soccorso dove il giovane imprenditore si era recato non v’era nulla di preoccupante.







