1.875.206 di euro è stato l'utile accertato per la gestione 2009, pari ad un rendimento del capitale proprio di oltre il 10%, che ha dimezzato le perdite pregresse
contatore-acqua

Nella polemica in corso sull’aumento della bolletta dell’acqua in Umbria, quasi tutti “danno addosso” alla società Umbra Acque, o alle corrispondenti aziende che gestiscono il servizio idrico, che ovviamente trae beneficio dall’aumento, anche se a chiusura dell’esercizio 2009 l’utile ottenuto dalla gestione è stato destinato a Riserva Legale nella misura di legge, ed a parziale copertura delle perdite pregresse per il rimanente.

Ma dalla relazione del bilancio in questione salta fuori che è stato l’Ato che “ ha ritenuto necessario riequilibrare il minor introito previsionale nell’anno 2009 derivante dall’osservanza della sentenza” della Corte Costituzionale n° 335/2008 che ha dichiarato l’incostituzionalità delle norme che impongono il pagamento della quota di tariffa riferita alla depurazione per quegli utenti che non vengono serviti.
Tutto ciò “ mediante un ulteriore incremento della quota di tariffa del S.I.I., esclusivamente per i soggetti che usufruiscono del servizio di depurazione.

In tale modo è stato garantito il ripristino dell’equilibrio economico – finanziario della Società.”
Un equilibrio che, dai dati di bilancio, appare realizzato su alti livelli ed in forte espansione
.
Infatti  dal capitale proprio investito dai soci di Umbra acque esce fuori che nel 2009 il R.O.E – Redditività del capitale proprio – è balzato al  10,53% contro un 3,18% del 2008 ed un 0,56% del 2007.
In tre anni il rendimento del capitale è aumentato di quasi 20 volte, raggiungendo una percentuale di tutto rispetto, anche se si fanno i raffronti con le compagnie che vanno per la maggiore. Ad esempio per Fiat nel 2009 il R.O.E è stato negativo per oltre il 3%.

Al ritmo ( oltre 2,5 milioni di margine operativo netto rispetto all’anno precedente) avuto nel 2009 gli utili, che in tale anno si avvicinano ai 2 milioni di euro (1.875.206), già nel corso del 2010 dovrebbero aver quasi azzerato le perdite (
che ci sono state nel 2003 e 2004, (3.723.166 euro) dopo di che c’è stato un quadriennio di sostanziale pareggio), con investimenti in calo dal 2006.

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