Opposte posizioni tra Pd da una parte e Prc, Idv e Sel dall'altra
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C’è una questione che potrebbe incenerire il legame del Pd con gli altri partiti che compongono la maggioranza che guida la Regione Umbria.
Ed è proprio la questione dell’inceneritore.
Da una parte il Pd è convinto che “il trattamento termico della frazione secca di risulta dalla raccolta differenziata e il recupero di calore si può concretizzare con tecnologie avanzate, già ampiamente sperimentate in Europa (in Germania vengono sottoposti a combustione il 65 per cento dei rifiuti) e in paesi come Giappone e Stati Uniti; trattamenti controllati che non provocano danno alla salute delle persone"

Secondo Sergio Santini, responsabile regionale del dipartimento Ecologia del partito ci sarebbero. "Tecnologie pulite e monitorate di continuo e controlli sulle emissioni, accessibili alla conoscenza dei singoli cittadini e delle associazioni. Gli impianti funzionanti e visitabili in gran parte del mondo industrializzato, dimostrano che oggi si può realizzare un processo di combustione controllato e pulito".

Tra il trattamento termico e quello a freddo la scelta dei democratici è netta a favore del fuoco, dell’altro sistema non si parla neppure. Non viene neppure un minimo dubbio che le prove di laboratorio non sempre trovano corrispondenza nella realtà e nel tempo.
Non viene neppure alla mente il costo del trattamento termico.

Dall’altra parte, nella sala consiliare della Provincia di Terni è stata presentata l’iniziativa "Non bruciateci il futuro" promossa da Rifondazione, Idv e Sel.
Con ciò è entrata nel vivo la campagna avviata mesi fa dal fronte dei tre partiti di centrosinistra per evitare che si torni all’incenerimento a Maratta, come previsto dal piano regionale dei rifiuti, e si scelgano invece strade alternantive che tutelino la salute.
 
"È importante che sui contenuti dela nostra proposta si sviluppi una discussione ampia e trasverasle, la salute non è un argomento negoziabile", così Enrico Pettinacci, del dipartimento regionale mobilità e trasporti dell’Idv.
"L’Italia continua ad essere tra le poche nel panorama europeo — continua — ad insistere sui termovalorizzatori, quando ormai è ben chiaro che il bilancio in termini di costi e ricadute, soprattutto in termine di salute pubblica è assolutamente negativo.
 
Esiste un’alternativa a tutto questo, ed è il riciclo e il riuso dei materiali. Uno degli esempi, non l’unico, è il centro di centro di Vedelago, dove si ricicla al 97% tutta la frazione secca, che viene poi reimpiegata come materia prima da una serie di piccole aziende che sono sorte intorno al centro, mentre il 3% del cosiddetto cdr viene trasformato attraverso una serie di processi sino a diventare materiale utile per l’edilizia, arrivando così al 100% del riciclo".
 
"Credo e spero che questa condivisione con Idv e Sel — commenta Angelo Morbidoni, segretario provinciale di Rc — possa produrre nuove iniziative che rilancino la politica del centrosinistra: è una responsabilità che assumiamo, non si può solo ratificare ciò che arriva dall’alto. La nostra proposta sta raccogliendo sempre più adesioni, dovute alla preoccupazione della gente su un tema particolarmente sentito: sappiamo tutti perché sia stato chiuso l’inceneritore dell’Asm e quali siano gli strascichi di quell’esperienza.

L’impressione è che da una parte e dall’altra vi siano "tifosi" e non "sportivi" pronti ad apprezzare il bel gioco.

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