“L’individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di impianti di fonti energetiche rinnovabili spetta alle Regioni e Province autonome”, così è stabilito dal D. lgsl 387/2003. Proprio in questi giorni la Regione Umbria sta predisponendo le linee di indirizzo per procedere all’ individuazione dei siti non idonei, e a tal proposito la Provincia di Perugia, Area Ambiente e Territorio ha elaborato un documento contenente le osservazioni sull’argomento da inviare all’amministrazione regionale.
Per la Provincia di Perugia “l’individuazione delle aree e siti non idonei non mira a rallentare la realizzazione di impianti, ma ad offrire agli operatori un quadro certo; l’individuazione di queste aree deve essere basata esclusivamente su criteri tecnici oggettivi, che nel rispetto delle norme esistenti, siano legati ad aspetti di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico-culturale, compatibili alla caratteristica ambientale del sito.
Tali scelte dovranno tener conto inoltre delle caratteristiche tecniche e tipologiche degli impianti non considerando alla stessa stregua, applicando ad esempio gli stessi vincoli autorizzativi, ad ogni tipo di impianto per la produzione di energia idroelettrica; le zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici non possono essere genericamente considerate aree e siti non idonei, come d’altro canto non può essere considerata utilizzabile la superficie dei parchi regionali riferendosi unicamente alle porzioni di territorio di questi classificate C e D”.
La discussione in Commissione, ha visto esprimere posizioni diverse nell’ambito dello stesso schieramento politico,
Non risulta affrontata la questione di evitare che l’istallazione del fotovoltaico impedisca, per una serie di vincoli, di poter coltivare il terreno sottostante e magari di dar vita a colture di pregio con una spesa limitata. Una serra fotovoltaica costa mediamente intorno ad un terzo in più di un impianto a terra:
Ma le serre fotovoltaiche sono uno dei segmenti più promettenti nel campo delle energie alternative, nonostante il taglio degli incentivi in partenza a gennaio sia particolarmente drastico nei loro confronti. Rispetto al sistema incentivante in uso fino al 31 dicembre 2010, che considerava gli impianti sulle serre come “totalmente integrati”, dal 2011 le nuove installazioni potranno contare su tariffe molto più basse, con valori calcolati secondo una formula complessa che porta il risultato vicino alla media aritmetica tra gli incentivi previsti per i pannelli su tetto e quelli destinati agli impianti a terra
Le serre consentono di combinare il tradizionale reddito agricolo con le entrate derivanti dagli incentivi del Conto Energia, sotto la copertura si tratta di una normale serra dedicata alla coltivazione, mentre il tetto è ricoperto di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.
Un’opportunità che potrebbe spingere un numero crescente di imprenditori agricoli a superare le tradizionali resistenze (dovute soprattutto all’investimento richiesto) verso la conversione delle colture all’aperto in produzioni in serra, che sono a maggior valore di mercato (primizie) e più facilmente difendibili dagli agenti aggressivi.
La diffusione delle serre finora è stata frenata anche dai costi elevati per il riscaldamento, un altro ostacolo che si può superare con l’opzione fotovoltaica, che offre disponibilità in loco di energia a basso costo.
Inoltre se si sceglie di installare i pannelli su una serra già esistenti, il processo autorizzativo è più rapido dell’impianto a terra, non essendo richiesta l’autorizzazione unica. Inoltre l’impianto è esente dal pagamento dell’Ici, purché i redditi prodotti dagli impianti fotovoltaici su serra siano connessi all’attività agricola.
Su questa tassa c’è da registrare che secondo l’Agenzia del Territorio gli impianti fotovoltaici a terra "sono assimilabili ad opifici e quindi assoggettabili alla tassazione sugli immobili" mentre "e’ di parere diverso l’Agenzia delle Entrate".
Ci sono però vincoli tecnici da considerare: Il pannello crea ombreggiamenti sul terreno, quindi non tutte le piante possono essere coltivate in serra: vanno bene piante da sottobosco come fragoline e more, funghi e l’aloe, che vivono bene anche in condizioni di irraggiamento non diretto. Tuttavia ci sono anche pannelli fotovoltaici con celle trasparenti










